Il giorno della memoria
“La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.” (Art. 1 legge 20 luglio 2000, n. 211).
Il 27 gennaio è la giornata della memoria. E’ l’occasione per ricordare che anche in Italia purtroppo sono stati teorizzare e messe in atto dottrine razziste. Nel 1938 è stato redatto da un gruppo di studiosi fascisti docenti in università italiane il Manifesto della razza. Nel manifesto si fanno tra l’altro le seguenti affermazioni: le razze umane esistono, il concetto di razza è puramente biologico e esiste una pura razza italiana di cui gli ebrei non fanno parte. Secondo questi studiosi l’esistenza della razza italiana si basa “sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l’Italia” e sul fato che “dopo l’invasione dei Longobardi non ci sono stati in Italia altri notevoli movimenti di popoli capaci di influenzare la fisionomia razziale della nazione”. A tali affermazioni viene data una valenza scientifica senza tuttavia definire cosa si intende con razza dal punto di vista biologico e come si fa a distinguere chi appartiene a una razza piuttosto che a un’altra. Il concetto di razza del resto non è mai stato definito chiaramente né biologicamente né etiologicamente e quando si è voluti passare dalla teoria alla pratica è risultato difficile definire chi è un ebreo così come chi è un ariano. Leggendo i provvedimenti per la difesa della razza (regio decreto-legge 17 novembre 1938-XVII, n. 1728) e le altre disposizioni sulla materia si notano tali difficoltà così come emergono altre contraddizioni.
Dal punto di vista biologico si può al contrario affermare che le razze non esistono e tale affermazione è supportata evidenze scientifiche: la specie umana è troppo giovane e i movimenti migratori troppo ampi per permettere una differenziazione e la separazione in gruppi che si possono definire “razze” e le cosiddette razze condividono la maggior parte delle varianti genetiche. Se la scienza non da fondamenti al concetto di razza questi possono essere trovati in altri fattori come le differenze fisiche, la cultura e la religione. Nei confronti degli ebrei sono diffusi ancora diversi pregiudizi, a proposito si veda l’articolo di R. Mannheimer “Antisemiti, in Italia sono il 12% (Corriere della sera del 26 gennaio 2009). La sfida è quella di lottare contro i pregiudizi esistenti nei confronti di chi è diverso da noi attraverso l’educazione e la messa in pratica ogni giorno di comportamenti rispettosi delle persone che vivono accanto a noi e che magari non ci assomigliano.
Fonti Manifesto della razza; Pena S.D.J, de Souza Birchal T., The Biological Non-existence Versus the Social Existence of Human races: Can Science instruct the Social Ethos?
