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	<title>Associazione Culturale La Fucina &#187; pubblica amministrazione</title>
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	<description>Associazione di promozione culturale e sociale</description>
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		<title>OpenDocument e pubblica amministrazione</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 10:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivan Iotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un precedente articolo abbiamo parlato del caso del Comune di Bollate che è migrato da piattaforme di ufficio proprietarie (LOTUS, MS OFFICE) ad una piattaforma Open Source quale Open Office. In quell&#8217;esempio concreto però sottolineavo la parzialità di tale intervento in quanto i formati adottati per i file rimanevano comunque quelli standard di Office. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lafucinacomo.org/wp-content/uploads/2009/03/config.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-990" title="config" src="http://www.lafucinacomo.org/wp-content/uploads/2009/03/config-150x150.jpg" alt="config" width="150" height="150" /></a></p>
<p>In un precedente articolo abbiamo parlato del caso del Comune di Bollate che è migrato da piattaforme di ufficio proprietarie (LOTUS, MS OFFICE) ad una piattaforma Open Source quale Open Office.<br />
In quell&#8217;esempio concreto però sottolineavo la parzialità di tale intervento in quanto i formati adottati per i file rimanevano comunque quelli standard di Office. La scelta, pur legittima dato che i formati standard di office sono diffusissimi non tiene conto di alcune problematiche.</p>
<p>I file in formato proprietario come .doc, .xls, .ppt etc&#8230; sono vincolati all&#8217;utilizzo di programmi regolarmente acquistati e di relativa licenza di utilizzo.</p>
<p>La domanda che molti potrebbero porre è la seguente: ma tanto io posso installare Open Office ed aprire lo stesso questi documenti.<br />
Certo è possibile farlo oggi, ma non è detto che lo sia anche in futuro. Infatti OpenOffice (e le altre suite d&#8217;ufficio) riesce a leggere i formati di cui parlavamo qui sopra solo grazie ad un lavoro di reverse engineering fatto dai programmatori volontari di OpenOffice che hanno cercato di capire come i file potessero venir letti. Le specifiche dei documenti di Office sono infatti segrete e cambiano anche da versione a versione. Ecco perchè è capitato a tutti di non poter leggere un file di Word o di leggerlo con formattazione ed impaginazione completamente diversa da come era stato salvato il file.<br />
OpenDocument invece utilizza uno standard libero, pubblico, liberamente utilizzabile che garantisce a cittadini e pubbliche amministrazioni di poter accedere alle informazioni immagazzinate in tali file non solo oggi ma anche in futuro indifferentemente dal sistema operativo adottato. Essendo uno standard aperto<a href="http://www.uni.com/uni/controller/it/comunicare/articoli/2007_1/odf_26300.htm">(vedi il comunicato dell&#8217;ente nazionale italiano di unificazione)</a> garantisce che nessuno possa chiedere né ora né in futuro royalities, brevetti, o copyright sull&#8217;utilizzo di questo formato di file.</p>
<p><span id="more-267"></span></p>
<p><strong>Vediamo ora nel dettaglio però cos&#8217;è Open Document.</strong></p>
<p>Il formato OpenDocument (ODF), abbreviazione di OASIS Open Document Format for Office Applications (Formato OASIS Open Document per Applicazioni da Ufficio), è un formato aperto per file di documento per il salvataggio e lo scambio di documenti per la produttività di ufficio come documenti di testo (come memo, rapporti e libri), foglio di calcolo, diagrammi, e presentazioni. Questo standard è stato sviluppato dal consorzio di industrie OASIS ed è impostato su di una versione di XML creata originariamente da OpenOffice.org.</p>
<p>Lo standard è stato sviluppato pubblicamente da varie organizzazioni, è pubblicamente accessibile, e può essere implementato da chiunque senza restrizioni. Il formato OpenDocument nasce per fornire una alternativa &#8220;aperta&#8221; a formati proprietari tra cui i famosi formati DOC, XLS, PPT e recentemente Office Open XML, nato per contrastarne l&#8217;adozione, usati da Microsoft Office. Organizzazioni ed individui che memorizzano i loro dati in un formato aperto come OpenDocument evitano di essere vincolati ad un singolo produttore software, lasciandoli liberi di cambiare software se il produttore del loro attuale software dovesse uscire dal mercato, alzare i prezzi, cambiare il software o cambiare i propri termini di licenza per qualcosa di meno favorevole.</p>
<p>OpenDocument è stato adottato da diversi produttori, e può essere adottato da qualunque fornitore (compresi venditori e sviluppatori di software proprietario usando il GNU GPL).</p>
<p>Dal momento che un obiettivo dei formati aperti come OpenDocument è quello di garantire accesso a lungo termine ai dati senza barriere legali o tecniche, le amministrazioni pubbliche ed i governi sono diventati progressivamente consapevoli dei formati aperti come questioni che riguardano le politiche pubbliche.</p>
<p>Nel 2002, il Dr. Edgar David Villanueva Nuñes, avvocato e rappresentante nel Congresso della Repubblica del Perù, ha scritto una lettera a Microsoft Perù sollevando questioni circa l&#8217;accesso gratuito e permanente a documenti con formati proprietari. All&#8217;inizio del 2005, Eric Kriss, Segretario dell&#8217;Amministrazione e delle Finanze in Massachusetts, è stato il primo membro di un governo di uno stato degli Stati Uniti a collegare i formati aperti ad uno scopo di politiche pubbliche: «È obbligo prioritario del sistema democratico Americano che non possiamo avere i nostri documenti pubblici vincolati in un qualche tipo di formato proprietario, magari non visualizzabile in futuro, o soggetto ad un sistema di licenza proprietario che ne restringe l&#8217;accesso.»[1]</p>
<p>Successivamente, a settembre 2005, il Massachusetts è diventato il primo stato ad assumere formalmente formati OpenDocument per i propri archivi pubblici e, allo stesso tempo, rifiutare il formato di Microsoft XML, ora chiamato Microsoft Office Open XML format (vedi WordprocessingML). Questa decisione è stata presa dopo un esame dei formati di file durato due anni, intrattenendo al contempo molte discussioni con Microsoft. Microsoft Office, che ha quasi il 100% di quota di mercato presso gli impiegati dello stato, attualmente non supporta i formati OpenDocument. Microsoft ha provvisoriamente indicato che i formati OpenDocument non saranno riconosciuti nelle nuove versioni di Office, che pure supportano molti altri formati (tra cui ASCII, RTF, e WordPerfect), gli analisti ritengono che sarebbe semplice per Microsoft implementare lo standard. Le implicazioni della mancata implementazione di OpenDocument all&#8217;interno della suite per ufficio, potrebbero rivelarsi negative perfino per Microsoft stessa se lo standard si affermasse.</p>
<p>Dopo l&#8217;annuncio del Massachusetts nel sostenere il formato OpenDocument, molte persone e organizzazioni hanno espresso opinioni su questa politica, sia a favore che contro. Adobe, Corel, IBM e Sun hanno inviato lettere al Massachusetts sostenendo la decisione. Per contro, Microsoft ha inviato una lettera fortemente critica sulla misura. Anche un gruppo chiamato &#8220;Cittadini contro gli Sprechi del Governo&#8221; (Citizens Against Government Waste &#8211; CAGW) si è opposto alla decisione. Il gruppo sosteneva che questa politica del Massachusetts stabiliva «una preferenza arbitraria verso l&#8217;open source», sebbene entrambe i software, open source e proprietario, possono rispondere ai requisiti, ed entrambe i tipi di sviluppatori sono impegnati nel creare degli standard. Molti hanno considerato questa dichiarazione come un semplice comunicato stampa di Microsoft; InternetNews e Linux Weekly News hanno notato che la CAGW ha ricevuto finanziamenti da Microsoft, e che nel 2001 la CAGW ha inviato due lettere a sostegno di Microsoft nel caso giudiziario anti-trust di Microsoft, scoprendo che quelle lettere si rivelarono essere state &#8220;firmate&#8221; da persone defunte.</p>
<p>Secondo il datasheet OpenDocument di OASIS, «il Ministero della Difesa di Singapore, il Ministero delle Finanze francese ed il suo Ministero dell&#8217;Economia, Finanza e Industria, il Ministero della Salute brasiliano, la Città di Monaco in Germania, il Consiglio Municipale di Bristol nel Regno Unito, e la città di Vienna in Austria stanno tutte adottando applicazioni che supportano OpenDocument».</p>
<p>OpenDocument è stato sottoscritto dalla Commissione Europea. L&#8217;Unione Europea ha raccomandato OpenDocument come base per formati di file standard e per lo scambio di documenti. È stato inoltre raccomandato che lo standard impiegato per i documenti dovrebbe essere determinato in funzione di quello che diventerà standard internazionale. OpenDocument è già uno standard secondo un organismo indipendente riconosciuto per gli standard (OASIS), ed è stato sottoposto alla ISO (International Organization for Standardization) per la standardizzazione, mentre non c&#8217;è prova che i formati XML di Microsoft o i vecchi DOC/PPT/XLS subiranno tale processo. L&#8217;ISO ha approvato e accettato OpenDocument il 1º maggio 2006 (ISO 26300), e ora molti si attendono che l&#8217;Unione Europea richiederà presto OpenDocument come standard per i documenti di produttività da ufficio dell&#8217;Unione Europea.</p>
<p>Nel giugno 2006 il governo del Belgio ha deciso di adottare il formato come standard per i documenti della pubblica amministrazione.[2] Nel luglio 2007 il governo Giapponese si è impegnato a promuovere la diffusione dello standard presso la pubblica amministrazione.[3]</p>
<p>Nell&#8217;ottobre del 2007 anche il governo del Sud Africa ha deciso di adottare il formato come standard per lo scambio di documenti nella pubblica amministrazione.[4]</p>
<p>Nel dicembre 2007 è iniziata in Olanda la discussione in parlamento di una legge che renda il formato lo standard per la diffusione dei documenti nella pubblica amministrazione entro il 2010.[5]</p>
<p>Il formato ODF è adottato (al dicembre 2007) in Belgio e Giappone in cui una legge prevede l&#8217;uso obbligatorio di tale formato per tutti documenti emessi nel settore pubblico. Analoghi provvedimenti sono allo studio in altri Paesi, come l&#8217;Olanda, per svincolare il patrimonio di dati della pubblica amministrazione dai formati proprietari, per garantirne l&#8217;accessibilità nel lungo periodo.</p>
<p>Nell&#8217;ottobre 2008 il comitato ISO norvegese si è spaccato proprio sulla decisione di impiegare OOXML invece di OpenDocument nella pubblica amministrazione, pare dietro forti pressioni di Microsoft[6], a conferma dell&#8217;importanza delle decisioni da intraprendere in questo campo, e della loro portata nel futuro.</p>
<p>Infatti, i programmi di lettura gratuiti dei formati proprietari potrebbero divenire a pagamento in futuro, su decisione dei detentori dei brevetti, e quelli per la loro modifica (che già lo sono) aumentare di prezzo, con un aggravio della spesa informatica per l&#8217;acquisto delle licenze, in capo alle pubbliche amministrazioni.</p>
<p>Il proprietario del formato potrebbe poi sponsorizzarne uno differente con iniziative quali: cessata vendita del programma per la modifica del formato, sospensione dei download dal proprio sito dei programmi per la lettura e degli aggiornamenti per la sicurezza legati ai programmi e al formato. Con l&#8217;obbligo di adottare formati nuovi, in assenza di risorse economiche per una migrazione dei dati al nuovo formato e per acquistare le nuove licenze (dei programmi per la modifica e/o lettura del formato), viene meno l&#8217;interoperabilità fra gli enti e fra versioni diverse nel tempo degli stessi dati aggiornati, uno nel vecchio formato e l&#8217;altro nel nuovo. Le funzionalità ad esempio di merge e confronto dei contenuti operano solamente fra file salvati nello stesso formato, non in formati differenti.</p>
<p>Dal punto di vista economico, il costo della migrazione ad un formato aperto è una tantum, mentre fra formati proprietari l&#8217;acquisto delle licenze è un costo fisso annuale, se sono temporanee, e comunque che può ripetersi più volte, se il proprietario del formato decide a tale scopo di imporre nuove soluzioni.</p>
<p>Dal 25 gennaio 2007 OpenDocument è diventato uno standard italiano, rilasciato da UNI/UNINFO con la sigla UNI CEI ISO/IEC 26300 [7][8].</p>
<p>La versione 1.0 delle specifiche OpenDocument è stata sviluppata dopo laboriosi sviluppi e discussioni da diverse organizzazioni. Il primo meeting ufficiale OASIS per discutere lo standard è avvenuto il 16 dicembre 2002; OASIS ha approvato OpenDocument come uno standard OASIS il 1 maggio 2005. Il gruppo ha deciso di erigerlo su una versione precedente del formato OpenOffice.org, essendo questo già un formato XML con la maggior parte delle proprietà desiderate. Si noti che OpenDocument non è la stessa cosa del vecchio formato OpenOffice.org; sono state introdotte molte modifiche ed esperienze sul campo, basate sul feedback fornito da molti singoli utilizzatori ed organizzazioni.</p>
<p>Il processo di standardizzazione ha coinvolto gli sviluppatori di molti prodotti integrati per ufficio o relativi sistemi per documenti, tra cui (in ordine alfabetico):</p>
<p>* Adobe (Framemaker, Distiller)<br />
* Arbortext (Arbortext Enterprise Publishing System)<br />
* Corel (Word Perfect)<br />
* eLawOffice.it Gestionale GNU GPL per lo studio legale<br />
* IBM (Lotus 1-2-3, Workplace)<br />
* IGSuite Groupware suite web-based e GPLed<br />
* KDE (KOffice)<br />
* SpeedLegal (SmartPrecedent enterprise document assembly system); sia il prodotto che la compagnia hanno successivamente cambiato nome in Exari.<br />
* Sun Microsystems / OpenOffice.org (StarOffice/OpenOffice.org)</p>
<p>Assente eccellente è stata la Microsoft, soprattutto perché Microsoft è membro OASIS e principale venditore di software di suite da ufficio.</p>
<p>Tale assenza è avvenuta a dispetto della richiesta del TAC (Telematics between Administrations Committee) dell&#8217;Unione Europea, che il 25 maggio 2004 aveva raccomandato a «Soggetti industriali attualmente non coinvolti nel Formato Open Document OASIS di considerare a prender parte al processo di standardizzazione allo scopo di incoraggiare un più vasto consenso dell&#8217;industria intorno a tale formato». Al contrario, Microsoft ha deciso di sviluppare esclusivamente il proprio formato incompatibile con il formato OpenDocument, senza apporti o revisioni dall&#8217;esterno. Microsoft fornisce un software opensource per convertire file dal formato OpenDocument a OpenXML, e viceversa. A causa dell&#8217;assenza di un diffuso riesame pubblico ed indipendente del formato di Microsoft, molti ipotizzano che il formato di Microsoft sarà più difficile da implementare per gli altri, o che il formato di Microsoft manca di importanti caratteristiche in confronto a OpenDocument.</p>
<p>Il formato OpenDocument, dopo essere stato sottoposto per lunghi mesi all&#8217;ISO/IEC per la standardizzazione, ha trovato consenso senza voti contrari in data 2 maggio 2006 ed ora è conosciuto anche come ISO/IEC 26300, pubblicato il 30 novembre 2006.</p>
<p>Successivamente il 25 gennaio 2007 è divenuto standard UNI, con la norma UNI CEI ISO/IEC 26300</p>
<p>Fonte: Wikipedia</p>
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		<title>Un altro esempio di risparmio con il software open source: Bolzano</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 12:44:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivan Iotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scuole, famiglie, comuni, provincia, imprese, aziende di trasporti&#8230; A Bolzano un risparmio di centinaia di migliaia di euro grazie al software open source.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scuole, famiglie, comuni, provincia, imprese, aziende di trasporti&#8230; A Bolzano un risparmio di centinaia di migliaia di euro grazie al software open source.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ITzX7zRgOkA&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ITzX7zRgOkA&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>Non solo Office, la pubblica amministrazione verso l&#8217;open source</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 10:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivan Iotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo aver visto cosa sono i software Open Source prendiamo in esame un programma libero che si chiama Open Office. Già oggi molte amministrazioni locali, scuole, biblioteche hanno deciso di adottare programmi Open Source. Fonte: Videomarta.com Vediamo un caso concreto, quello del Comune di Bollate. Leggi il caso concreto Come potete vedere l&#8217;Amminisrazione è riuscita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver visto cosa sono i software Open Source prendiamo in esame un programma libero che si chiama Open Office.<br />
Già oggi molte amministrazioni locali, scuole, biblioteche hanno deciso di adottare programmi Open Source.</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/lGGTtD73l6s&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/lGGTtD73l6s&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object><br />
Fonte: Videomarta.com</p>
<p>Vediamo un caso concreto, quello del Comune di Bollate.</p>
<p><a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/infrastrutture-it/casehistory/100/p1/bollate-lamministrazione-sceglie-lopen-source.html">Leggi il caso concreto</a></p>
<p>Come potete vedere l&#8217;Amminisrazione è riuscita nell&#8217;intento di standardizzazione degli applicativi nonchè di raggiungimento di obiettivi di risparmio sulle licenze proprietarie dovute per i software precedentemente installati.</p>
<p>L&#8217;esempio di Bollate serve soltanto a mostrare come sia possibile per la pubblica amministrazione migrare verso l&#8217;open source. Il caso preso in esame però rappresenta solo un passo parziale verso la standardizzazione dei formati, quello successivo prevederebbe l&#8217;adozione di formati aperti (Open Document) e non formati nativi di una determinata piattaforma (.doc &#8211; .xls etc&#8230;). In un prossimo articolo esamineremo cos&#8217;è l&#8217;Open Document, a cosa serve e quali possono essere le applicazioni pratiche.</p>
<p>Per maggiori informazioni su Open Office:<br />
<a href="http://it.openoffice.org">http://it.openoffice.org/</a></p>
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