Associazione Culturale La Fucina

Associazione di promozione culturale e sociale

ONU, punto e a capo

Dallo Statuto delle Nazioni Unite

NOI, POPOLI DELLE NAZIONI UNITE, DECISI

a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all’umanità,
a riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nella eguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole,
a creare le condizioni in cui la giustizia ed il rispetto degli obblighi derivanti dai trattati e dalle altri fonti del diritto internazionale possano essere mantenuti,
a promuovere il progresso sociale ed un più elevato tenore di vita in una più ampia libertà,

e per tali fini

a praticare la tolleranza ed a vivere in pace l’uno con l’altro in rapporti di buon vicinato,
ad unire le nostre forze per mantenere la pace e la sicurezza internazionale,
ad assicurare, mediante l’accettazione di principi e l’istituzione di sistemi, che la forza delle armi non sarà usata, salvo che nell’interesse comune,
ad impiegare strumenti internazionali per promuovere il progresso economico e sociale di tutti i popoli,

abbiamo risoluto di unire i nostri sforzi per il raggiungimento di tali fini

Questo che avete letto è il preambolo dello Statuto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). Ciò che risalta alla prima lettura del preambolo è l’alto livello degli obiettivi prefissi nello Statuto delle Nazioni Unite. Il secondo pensiero che può affacciarsi nella mente è: “Quanto di ciò che è scritto è stato messo in pratica?”

L’ONU nasce nel 1945, ovvero 64 anni fa. Non è una organizzazione giovane e (forse) possiamo permetterci di giudicare lo stato di raggiungimento dei suoi obiettivi. Ecco che in tal caso non possiamo non accorgerci che gran parte delle promesse riposte nella nascita di tale organismo sono rimaste appunto solo sulla carta.
Intendiamoci, l’ONU ha rappresentato e rappresenta l’organismo internazionale più importante ed è nato proprio al termine della seconda guerra mondiale con l’obiettivo di evitare un terzo conflitto mondiale consentendo di avere un consesso internazionale nel quale poter discutere, appianare e risolvere conflitti e questioni spinose.
Se però analizziamo la difficoltà crescente nel prendere posizione sulle questioni politiche più importanti degli ultimi mesi ed anni: Medio Oriente, Georgia e Cecenia, ci accorgiamo che spesso il suo intervento è ignorato rimanendo una dichiarazione di intenti od una condanna sulla carta.
Ritengo sia fondamentale renderci consapevoli che un siffatto organismo mostra tanti difetti come ad esempio il diritto di veto dei membri permanenti del consiglio di sicurezza.
E’ dunque necessario, tenendo saldi gli obiettivi fissati nel preambolo dello statuto dell’Onu, ideare nuovi mezzi ed organi che possano consentire di raggiungere realmente tali obiettivi donando al mondo intero un organismo più adatto al mondo globalizzato del ventunesimo secolo.

Posted 1 year, 1 month ago at 16:00. Add a comment

Pena di morte, oggi al voto la moratoria

Oggi il voto all’ONU sulla moratoria della pena capitale, grande è stato l’impegno dell’Italia su questo fronte. La decisione presa oggi non sarà vincolante, ma è comunque un passo importante verso l’eliminazione delle esecuzioni.

Guarda il video

Posted 2 years, 2 months ago at 13:11. Add a comment

L’UNDP (programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo) afferma: un miliardo di persone a rischio a causa del cambiamento climatico

In un rapporto stilato in vista della conferenza climatica che si terrà a Bali dal 3 al 14 dicembre viene evidenziata la situazione attuale e quanto questa necessiti di un cambiamento di rotta immediato. Sono tre i punti principali su cui si basa il rapporto:

- necessità di tassare le emissioni di anidride carbonica
- riduzione dell’80% l’emissione di gas serra
- necessità di spendere circa 86 miliardi di dollari l’anno per adattare le infrastrutture e tutelare le popolazioni più povere del pianeta

A rischio cambiamento climatico sono quasi un miliardo di persone: 521 milioni per innondazioni, 344 milioni a causa di cicloni tropicali, 130 a causa siccità e 2,3 milioni per frane. In forte crescita anche rischi di carattere sanitario con la possibilità che malattie tropicali colpiscano anche zone che sino ad ora non sono mai state toccate da tali malattie, il rischio della rovina irreversibile di interi ecosistemi e che l’innalzamento della temperatura comporti delle carestie con l’aumento della malnutrizione soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

http://content.undp.org/go/newsroom/2007/november/hdr-climatechange-20071127.en

Posted 2 years, 3 months ago at 10:29. Add a comment