Poiché, in uno Stato libero, qualunque individuo che si presume abbia lo spirito libero deve governarsi da sé medesimo, bisognerebbe che il corpo del popolo avesse il potere legislativo. Ma siccome ciò è impossibile nei grandi Stati, e soggetto a molti inconvenienti nei piccoli, bisogna che il popolo faccia per mezzo dei suoi rappresentanti tutto quello che non può fare da sé.
Citazione di Montesquieu
Posted 8 months, 2 weeks ago at 11:16. Add a comment
In un precedente articolo abbiamo parlato del caso del Comune di Bollate che è migrato da piattaforme di ufficio proprietarie (LOTUS, MS OFFICE) ad una piattaforma Open Source quale Open Office.
In quell’esempio concreto però sottolineavo la parzialità di tale intervento in quanto i formati adottati per i file rimanevano comunque quelli standard di Office. La scelta, pur legittima dato che i formati standard di office sono diffusissimi non tiene conto di alcune problematiche.
I file in formato proprietario come .doc, .xls, .ppt etc… sono vincolati all’utilizzo di programmi regolarmente acquistati e di relativa licenza di utilizzo.
La domanda che molti potrebbero porre è la seguente: ma tanto io posso installare Open Office ed aprire lo stesso questi documenti.
Certo è possibile farlo oggi, ma non è detto che lo sia anche in futuro. Infatti OpenOffice (e le altre suite d’ufficio) riesce a leggere i formati di cui parlavamo qui sopra solo grazie ad un lavoro di reverse engineering fatto dai programmatori volontari di OpenOffice che hanno cercato di capire come i file potessero venir letti. Le specifiche dei documenti di Office sono infatti segrete e cambiano anche da versione a versione. Ecco perchè è capitato a tutti di non poter leggere un file di Word o di leggerlo con formattazione ed impaginazione completamente diversa da come era stato salvato il file.
OpenDocument invece utilizza uno standard libero, pubblico, liberamente utilizzabile che garantisce a cittadini e pubbliche amministrazioni di poter accedere alle informazioni immagazzinate in tali file non solo oggi ma anche in futuro indifferentemente dal sistema operativo adottato. Essendo uno standard aperto(vedi il comunicato dell’ente nazionale italiano di unificazione) garantisce che nessuno possa chiedere né ora né in futuro royalities, brevetti, o copyright sull’utilizzo di questo formato di file.
Scuole, famiglie, comuni, provincia, imprese, aziende di trasporti… A Bolzano un risparmio di centinaia di migliaia di euro grazie al software open source.
Dopo aver visto cosa sono i software Open Source prendiamo in esame un programma libero che si chiama Open Office.
Già oggi molte amministrazioni locali, scuole, biblioteche hanno deciso di adottare programmi Open Source.
Fonte: Videomarta.com
Vediamo un caso concreto, quello del Comune di Bollate.
Come potete vedere l’Amminisrazione è riuscita nell’intento di standardizzazione degli applicativi nonchè di raggiungimento di obiettivi di risparmio sulle licenze proprietarie dovute per i software precedentemente installati.
L’esempio di Bollate serve soltanto a mostrare come sia possibile per la pubblica amministrazione migrare verso l’open source. Il caso preso in esame però rappresenta solo un passo parziale verso la standardizzazione dei formati, quello successivo prevederebbe l’adozione di formati aperti (Open Document) e non formati nativi di una determinata piattaforma (.doc – .xls etc…). In un prossimo articolo esamineremo cos’è l’Open Document, a cosa serve e quali possono essere le applicazioni pratiche.
Molti ne hanno sentito parlare, ma cos’è in realtà Linux?
In questo video una breve introduzione al sistema operativo del pinguino. Seguirà poi un video sulle diverse distribuzioni e su come il software open source può impattare sulle pubbliche amministrazioni (e-government).
Fonte: Videomarta.com
Dove non v’è libertà non può esservi legalità.
(Piero Calamandrei)
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