Il creazionismo
Dopo l’articolo di Matteo sui 150 anni dalla pubblicazione dell’Origine delle specie, riporto questo estratto dall’enciclopedia Wikipedia che può far meglio comprendere su cosa si basa la teoria opposta a quella evolutiva e che prende il nome di creazionismo.
Il creazionismo è la credenza che l’universo, la Terra, la vita e l’uomo siano interamente creazioni di una o più divinità (creazionismo religioso, tipicamente riferito a Dio), o, più raramente, di entità extraterrestri (si veda oltre), la cui esistenza è presupposta.
Si può affermare che in passato, fino al XVIII secolo questa credenza fosse universale: praticamente tutte le civiltà antiche hanno, nella loro mitologia, un racconto che spiega l’origine del mondo in questi termini.
Nell’accezione moderna, il termine “creazionismo” nacque, quando le prime osservazioni geologiche e paleontologiche, condotte con metodo scientifico, iniziarono a porre in dubbio l’interpretazione letterale della genesi biblica riguardo all’origine degli esseri viventi e dell’uomo. Oggi il termine creazionista si usa soprattutto in riferimento a quelle posizioni che rifiutano una spiegazione meccanicistica e naturalistica dello sviluppo della vita escludente un qualsiasi intervento sovrannaturale, ed in particolar modo la teoria dell’evoluzione, adducendo a sostegno del loro rifiuto motivi principalmente religiosi.
Attualmente le posizioni creazionistiche sono sostenute in particolar modo da esponenti dell’interpretazione letterale della Bibbia, del Corano, dei Veda (sebbene questi ultimi affermino che nessuno può sapere chi siano i veri autori della creazione, essendo i deva comparsi successivamente) o di altri testi sacri, che ritengono i risultati della scienza incompatibili con la descrizione della creazione contenuta in tali testi.
Il rapporto tra scienza e fede nel creazionismo
Nel mondo occidentale il creazionismo si basa principalmente sul racconto della creazione presente nella Genesi, e nel suo senso più ampio raccoglie un’ampia gamma di credenze e interpretazioni. Negli USA degli anni 1920 il termine venne associato in particolare con l’opposizione dei fondamentalisti cristiani all’evoluzione umana, e diversi stati approvarono leggi contro l’insegnamento delle teorie evoluzioniste nelle scuole pubbliche.
Quando le ricerche scientifiche producono conclusioni che contraddicono l’interpretazione creazionista delle scritture, l’approccio strettamente creazionista è quello di rigettare le conclusioni della ricerca, le teorie scientifiche sottostanti o la metodologia. I casi più notevoli riguardano gli effetti dell’evoluzione sullo sviluppo degli organismi viventi, l’idea di discendenza comune, la storia geologica della Terra, la formazione del sistema solare e l’origine dell’Universo.
Queste differenti posizioni si riflettono poi sulla questione se, e come, la fede religiosa si possa conciliare con una visione scientifica del mondo. I creazionisti “della Terra Giovane” in genere sostengono che scienza e razionalismo empirico sono incompatibili con il credo religioso, e quindi occorre rigettare la scienza (diversi atei sono d’accordo su questa incompatibilità, e coerentemente con la loro posizione ne traggono la conclusione che, al contrario, bisogna rigettare la fede). Gli evoluzionisti teistici ritengono invece che non vi sia incompatibilità.
La teoria del disegno intelligente sostiene che la scienza possa dimostrare l’esistenza di un ente creatore. Secondo i suoi sostenitori la complessità della vita è tale che non si può spiegare semplicemente in termini di mutazioni casuali, ma occorre ammettere che il processo evolutivo sia “guidato” da un creatore dotato di intelligenza che talvolta interviene direttamente per operare i “salti evolutivi” che la natura da sola non sarebbe in grado di compiere.
Fonte: Wikipedia
