20Ottobre2008
La ProLoco di Ronago invita ad un dibattito sulla sicurezza in montagna
Letto 82 volte - Inviato da Ivan categoria: Articoli e riflessioni.

Associazione di promozione culturale e sociale con sede ad Uggiate-Trevano (Como)
AGGIORNAMENTO BLOG: inserita la nuova sezione nel menu dedicata al Parco Adelsdorf
20Ottobre2008
Letto 82 volte - Inviato da Ivan categoria: Articoli e riflessioni.

18Ottobre2008
Letto 182 volte - Inviato da Ivan categoria: Articoli e riflessioni.
Caro Gradino,
questa mattina ho scoperto di essere un pollo! Il bello è che avete proprio ragione!
Sono un pollo che ogni sabato (dopo aver lavorato tutta la settimana) si reca al Parco Adelsdorf a sistemare i danni che alcuni vandali compiono puntualmente.
Sono un pollo che assieme ad altri polli organizza serate ed incontri culturali che non si erano mai visti nei nostri paesi.
Sono un pollo che crede in alcuni valori quali la pace, l’uguaglianza, la tutela dei diritti, la tolleranza, la democrazia ed impiega parte del suo tempo per portarli avanti.
Sono un pollo che le cose non le dice, ma le fa.
Insomma, l’avrete capito… Sono un pollo un po’ scomodo ed ironico, ma si sa che anche i polli nel loro piccolo pensano.
Su una cosa sola vi sbagliate, io non dipendo proprio da nessuno e faccio sempre e soltanto ciò in cui credo.
In fondo anche i polli possono (forse) migliorare il mondo…
Un caro saluto
13Ottobre2008
Letto 110 volte - Inviato da Ivan categoria: Comunicati stampa.
Al via i percorsi del VIVI sostenibile - a qualcuno piace FARLO per l’autunno 2008
Sette nuovi percorsi che coinvolgeranno 15 comuni della provincia e l’az.osp. S.Anna
I percorsi sono realizzati nell’ambito del progetto “Quotidiano Sostenibile 2008” promosso da L’isola che c’è - rete comasca di economia solidale - con Centro Servizi Volontariato di Como e Coordinamento Comasco per la Pace ed è co-finanziato tramite bando della Fondazione Cariplo.
La partecipazione ai percorsi è gratuita.
11Ottobre2008
Letto 120 volte - Inviato da Francesca categoria: Articoli e riflessioni.
Dalla stampa di questi giorni ho appreso la proposta dei rappresentanti regionali di AN e Lega di mettere nero su bianco che non si possono costruire «luoghi di culto» a meno di un chilometro da una chiesa già esistente. Con le labbra si pronuncia «luogo di culto», ma con gli occhi si legge «moschea». Il dramma è che noi cittadini paghiamo lo stipendio a gente che arriva a pensare assurdità del genere. Non possiamo dolercene perché costoro appartengono alla maggioranza e al governo che fanno i gargarismi con la religione espressione di identità sociale che è un’aberrazione civile e teologica. Se seguiamo la loro logica, carta geografica alla mano, nessuna moschea potrà mai essere costruita in Liguria e in Italia.. Facciamo un esperimento ideale partendo dalla chiesa «topica» per i Genovesi: la cattedrale di San Lorenzo. A meno di un chilometro a nord vi è la chiesa delle Vigne, a sud Santa Maria di Castello, a est il Gesù di piazza Matteotti. Bisogna ricominciare daccapo: a meno di un chilometro da queste chiese, a nord, a sud e a est vi sono San Giovanni di Prè, San Carlo di via Balbi, Carignano, Sarzana e di chilometro in chilometro troveremo sempre una chiesa esistente che diventa un impedimento geografico per tutto il futuro vita natural durante e oltre. Solo ad ovest ci può essere libertà di religione, in mare aperto, quel mare che è già consacrato come una cattedrale perché custodisce come reliquie i corpi degli immigrati morti ammazzati dentro i confini del territorio dei difensori della «civiltà cristiana occidentale». Costoro difendono i crocifissi ornamentali e annegano il Crocifisso che, emigrante anche lui, si è identificato con gli ultimi fino a costituirli giudici finali della storia: «Ero forestiero e mi avete accolto… non mi avete accolto. Quando Signore? Tutte le volte che lo avete fatto, non avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli»» (Mt 25,31,42). Viene un momento in cui un politico deve sapere distinguere i neuroni del buon senso da quelli della confusione mentale e democratica perché Dio rende pazzi coloro che vuole confondere. A Roma i camerati celebrano i martiri papalini di Porta Pia, il ministro della difesa, camerata anche lui, capovolge la storia e dichiara martiri i repubblichini di Salò che si sono fatti ammazzare per aiutare i tedeschi ad ammazzare indiscriminatamente chi moriva per liberare la Nazione dal vituperio del nazifascismo. Poiché al peggio non c’è fine: ora gli epigoni liguri, in un sodalizio di camicie (nere o verdi sempre camicie sono), provano ad aggirare la Costituzione che limpida e trasparente scorre come acqua di montagna: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali» (art. 3). Se gli antichi avessero osservato il criterio della religione chilometrica, oggi a Genova tre quarti delle chiese esistenti non sarebbero mai nate. Ci aspettiamo trepidanti nuove proposte paesaggistiche ad integrazione esilarante: come ad esempio che ogni nuovo edificio di culto (leggi moschea) non può avere fondamenta, muri di sostegno, tetto e quanto può poggiare sul sacro suolo italiano, terra di santi, di poeti, di navigatori e, aggiungo io, di insipienti a stipendio regionale. Naturalmente in piena libertà costituzionale e vangelo alla mano.
Don Paolo Farinella
Articolo pubblicato su Repubblica/Il Lavoro di mercoledì 1 ottobre p. XI
11Ottobre2008
Letto 110 volte - Inviato da Ivan categoria: Articoli e riflessioni.
Continua instancabile l’intervento dell’associazione all’interno del Parco Adelsdorf. Oggi è iniziato il lavoro di copertura delle scritte sul muro della palestra comunale. Presto vi aggiorneremo di nuovo su quanto svolto!




3Ottobre2008
Letto 136 volte - Inviato da Mirko B. categoria: Articoli e riflessioni; Novità.
Vorrei segnalare con grande piacere l’avvio di “Climalteranti” (www.climalteranti.
Oltre al blog di analisi critica e dibattito delle voci negazioniste sui cambiamenti climatici, il sito propone la votazione telematica per il premio a annuale “A qualcuno piace caldo”, assegnato “alla persona o all’organizzazione italiana che più si è distinta nel diffondere argomentazioni e notizie errate sulla fenomenologia del cambiamento del clima con l’intento di impedire, posticipare o rallentare le azioni di mitigazione contro i cambiamenti climatici”.
Sul sito www.climalteranti.
Su www.climalteranti.
E sin qui le informazioni di servizio…ma se si osservano bene le “nomination” per l’anno in corso si può notare che è presente anche il mitico Giorgio Gandola, Direttore del quotidiano “La Provincia”, per il mitico articolo “Moriremo di caldo. Intanto piove”…che ebbi il piacere (anzi, il dis-piacere) di leggere sul beneamato quotidiano ( sono quasi certo che l’articolo venne pubblicato anche sull’edizione di Como…). Grandissimo!
Che dire…provo rimorso perché per pigrizia non replicai al suddetto pezzo negando così l’opportunità al Direttore di ribattere e di correggere il tiro…proverò a recuperare votando per lui!
Facciamolo tutti…diamo lustro al nostro quotidiano locale!!!!
Anche perchè, a onor del vero, più d’una volta lessi su “La Provincia” panzane belle e buone riferite alla situazione dle nostro povero Pianeta…
Da ultimo..questo sassolino me lo devo proprio levare… verrebbe proprio da dire: «Ofelè, fa el tò mestè!»…e lascia fare agli altri il proprio…spiacevoli nomination e “attapiramenti” resterebbero così ben lontani!
29Settembre2008
Letto 128 volte - Inviato da Francesca categoria: Novità.
«Una fatwa satanica». Attacca così, la stampa marocchina, l’ultima presa di posizione in tema di matrimoni da parte di un religioso. «Le bambine possono essere prese in moglie a 9 anni» scrive sul suo sito Mohamed Ben Abderahman Al Maghrawi, teologo islamico sessantenne non nuovo a iniziative radicali, «fondamentalista wahhabita» secondo Maroc Hebdo International, il principale settimanale indipendente marocchino.
Una presa di posizione su cui la maggior parte dei giornali locali e le associazioni umanitarie protestano da oltre un mese. Da quando, cioè, il controverso documento «L’età del matrimonio» è apparso sul sito del teologo-predicatore laureato a Medina. Ieri, infine, la condanna ufficiale da parte delle autorità marocchine: l’annuncio che il sito è stato oscurato e che sono state chiuse l’associazione diretta dal religioso a Marrakech e una dozzina di scuole coraniche a lui legate nel Paese. A scendere in campo contro la fatwa, è stato il Consiglio superiore degli ulema del Marocco, il solo organo religioso autorizzato a pronunciarsi. I suoi componenti, esperti in diritto e teologia, hanno bollato Maghrawi come «agitatore» e «mistificatore» e lo hanno accusato di «usare la religione per legittimare il matrimonio delle bambine». «Anche il Profeta sposò una donna di 9 anni» aveva infatti scritto Maghrawi nel suo testo online, in riferimento alla vita di Maometto che, dopo un ordine divino dell’arcangelo Gabriele, sposò le terza moglie Aisha poco più che bambina. E ancora: «È la nostra religione. Dobbiamo seguirla nelle sue fonti originarie». «È vero che Maometto sposò Aisha bambina, ma nel Corano non c’è alcun dettame sull’età per il matrimonio» chiarisce però Paolo Branca, islamista e professore di arabo all’Università Cattolica di Milano.
Leggi l’articolo completo su Il Corriere della Sera
21Settembre2008
Letto 210 volte - Inviato da Ivan categoria: Articoli e riflessioni.
Con l’intento di stimolare un dibattito sul tema invio una lettera da me inviata al quotidiano L’Ordine.
Caro Direttore,
in un articolo di oggi dal titolo “Non è brutto chiedere favori ai politici” si sostiene che quando la politica, mossa dalla pietas accoglie una raccomandazione non fa nulla di sbagliato, ma anzi può supplire ad una carenza assistenziale e sociale. Mi permetto di dissentire da tale idea in quanto nel momento in cui la scelta che muove la decisione politica non è basata sulla meritocrazia e sulla competenza inevitabilmente avvantaggia qualcuno a sfavore di un altro. Il politico, se mosso veramente dalla pietas, può perfettamente svolgere un ruolo importante in ambito sociale ed assistenziale come libero cittadino. Al contrario quando veste i panni di amministratore deve saper garantire la trasparenza del suo operato.
Ivan Iotti
19Settembre2008
Letto 178 volte - Inviato da Moreno B. categoria: Novità; Politica e dintorni.
La campagna elettorale negli Stati Uniti d’America è ormai agli sgoccioli; facendo seguito al nostro precedente articolo sul candidato democratico Barack Obama, pubblichiamo analogo articolo su John McCain.
John Sidney McCain III nasce il giorno 29 agosto 1936 a Coco Solo, nella zona del Canale di Panama controllata degli Stati Uniti. Sia il nonno che il padre, John S. McCain Jr., vantavano una brillante carriera di ammiragli della Marina statunitense. Il nonno, John S. McCain Sr., era comandante dell’aviazione navale durante la battaglia di Okinawa nel 1945, mentre il padre era al comando delle forze armate durante la guerra del Vietnam.
John frequenta la scuola episcopale fino al 1954, poi entra all’Accademia navale di Annapolis. Consegue la laurea nel 1958; curioso come la sua bassa classificazione (895° su un totale di 900 allievi) seguisse le orme del padre e del nonno, anche loro non proprio eccellenti nei rispettivi corsi di studio.
Terminata l’accademia navale viene trasferito alla base aerea di Pensacola (Florida), dove inizia il proprio addestramento di pilota navale. Nonostante un incidente che vede il suo aereo cadere nella baia Corpus Christi, ottiene il brevetto per entrare nell’aviazione.
Nel 1965 John McCain sposa Carol Shepp, modella di Philadelphia, dalla quale adotta due figli (avuti dal precedente matrimonio), ha una figlia (nel 1966) e da cui si separerà nel 1980.
Durante la guerra in Vietnam il suo aereo viene abbattuto. E’ il 26 ottobre 1967. McCain viene fatto prigioniero: detenuto per oltre cinque anni, torna in patria divenendo famoso a livello nazionale.
Nel 1980 sposa Cindy Hensley (dalla quale avrà quattro figli) e con lei si trasferisce a Phoenix, nello stato dell’Arizona.
Dopo ventidue anni di carriera militare si dedica alla politica, ai cui meccanismi viene introdotto nel 1977, come rappresentante della Marina militare al senato. Nel 1982 viene eletto al Congresso dove sostiene l’amministrazione Reagan. Si candida poi per il senato per lo stato dell’Arizona e viene eletto nel 1986.
Nel 1999 pubblica il libro “Faith of My Fathers” che racconta la storia militare della sua famiglia e che include le proprie tragiche esperienze.
Repubblicano, forte conservatore, nel 2000 decide di mettersi in corsa per la presidenza. Viene però sconfitto da George W. Bush.
Torna in corsa per le elezioni del 2008; sebbene sia conservatore, agli occhi dell’opinione pubblica mostra una considerevole indipendenza: non è raro che i suoi voti si discostino dalle linee di partito.
(da http://biografie.studenti.it )
17Settembre2008
Letto 130 volte - Inviato da Ivan categoria: Rubrica scientifica.
Sul numero di settembre delle Scienze è stato pubblicato un’interessante articolo sulle migrazioni avvenute all’origine della storia dell’uomo.
Tra 50.000 e 60.000 anni fa un piccolo gruppo africani lasciò l’Africa Orientale e attraversò lo stretto che congiunge il mar Rosso e l’Oceano Indiano a bordo di piccole imbarcazioni, senza fare più ritorno. Da qui l’uomo partì per un viaggio che durò migliaia di anni e lo porterà in tutti i continenti.
Da questi fatti si possono trarre le seguenti considerazioni:
1. in qualche modo siamo tutti africani
2. la storia dell’uomo fin dalle sue origini è stata caratterizzata da migrazioni (non sarà certo il ministro degli Interni italiano a impedire agli uomini di migrare!)
Infine nella conclusione dell’articolo si fa un’importante affermazione: non ci sono razze.
Non ci sono delle differenze nette tra europei e asiatici, dall’Irlanda al Giappone non ci sono soglie inequivocabili dove qualcosa cambia completamente.
Anche se ci sono delle differenze a livello genetico che poi portano a differenze visibili, in termini tecnici si parla di fenotipo, queste non giustificano la divisione della specie umana in razze.
Il razzismo dal punto di vista scientifico non ha nessuna giustificazione.
Una maggiore diffusione della cultura scientifica può quindi aiutare a ridimensionare il problema del razzismo e dall’altro canto far comprendere che siamo tutti uomini indipendentemente dal colore della pelle o dalla forma degli occhi.