Il creazionismo
martedì, febbraio 10th, 2009Dopo l’articolo di Matteo sui 150 anni dalla pubblicazione dell’Origine delle specie, riporto questo estratto dall’enciclopedia Wikipedia che può far meglio comprendere su cosa si basa la teoria opposta a quella evolutiva e che prende il nome di creazionismo.
Il creazionismo è la credenza che l’universo, la Terra, la vita e l’uomo siano interamente creazioni di una o più divinità (creazionismo religioso, tipicamente riferito a Dio), o, più raramente, di entità extraterrestri (si veda oltre), la cui esistenza è presupposta.
Si può affermare che in passato, fino al XVIII secolo questa credenza fosse universale: praticamente tutte le civiltà antiche hanno, nella loro mitologia, un racconto che spiega l’origine del mondo in questi termini.
Nell’accezione moderna, il termine “creazionismo” nacque, quando le prime osservazioni geologiche e paleontologiche, condotte con metodo scientifico, iniziarono a porre in dubbio l’interpretazione letterale della genesi biblica riguardo all’origine degli esseri viventi e dell’uomo. Oggi il termine creazionista si usa soprattutto in riferimento a quelle posizioni che rifiutano una spiegazione meccanicistica e naturalistica dello sviluppo della vita escludente un qualsiasi intervento sovrannaturale, ed in particolar modo la teoria dell’evoluzione, adducendo a sostegno del loro rifiuto motivi principalmente religiosi.
Attualmente le posizioni creazionistiche sono sostenute in particolar modo da esponenti dell’interpretazione letterale della Bibbia, del Corano, dei Veda (sebbene questi ultimi affermino che nessuno può sapere chi siano i veri autori della creazione, essendo i deva comparsi successivamente) o di altri testi sacri, che ritengono i risultati della scienza incompatibili con la descrizione della creazione contenuta in tali testi.
Il rapporto tra scienza e fede nel creazionismo
Nel mondo occidentale il creazionismo si basa principalmente sul racconto della creazione presente nella Genesi, e nel suo senso più ampio raccoglie un’ampia gamma di credenze e interpretazioni. Negli USA degli anni 1920 il termine venne associato in particolare con l’opposizione dei fondamentalisti cristiani all’evoluzione umana, e diversi stati approvarono leggi contro l’insegnamento delle teorie evoluzioniste nelle scuole pubbliche.
Quando le ricerche scientifiche producono conclusioni che contraddicono l’interpretazione creazionista delle scritture, l’approccio strettamente creazionista è quello di rigettare le conclusioni della ricerca, le teorie scientifiche sottostanti o la metodologia. I casi più notevoli riguardano gli effetti dell’evoluzione sullo sviluppo degli organismi viventi, l’idea di discendenza comune, la storia geologica della Terra, la formazione del sistema solare e l’origine dell’Universo.
Queste differenti posizioni si riflettono poi sulla questione se, e come, la fede religiosa si possa conciliare con una visione scientifica del mondo. I creazionisti “della Terra Giovane” in genere sostengono che scienza e razionalismo empirico sono incompatibili con il credo religioso, e quindi occorre rigettare la scienza (diversi atei sono d’accordo su questa incompatibilità, e coerentemente con la loro posizione ne traggono la conclusione che, al contrario, bisogna rigettare la fede). Gli evoluzionisti teistici ritengono invece che non vi sia incompatibilità.
La teoria del disegno intelligente sostiene che la scienza possa dimostrare l’esistenza di un ente creatore. Secondo i suoi sostenitori la complessità della vita è tale che non si può spiegare semplicemente in termini di mutazioni casuali, ma occorre ammettere che il processo evolutivo sia “guidato” da un creatore dotato di intelligenza che talvolta interviene direttamente per operare i “salti evolutivi” che la natura da sola non sarebbe in grado di compiere.
Fonte: Wikipedia


gianni says:
febbraio 24th, 2009
16:36
L’evoluzionista ateo(non tutti lo sono) parte dal presupposto non dimostrato che la narrazione biblica non contenga elementi oggettivi da essere utili alla scienza.
Basta leggere Ge 1.8,9 per rendersi conto che la superficie terrestre era unitaria e, secondo la cultura legata alla religione cristiana, la terra era una sola grande superficie pari a metà dell’estensione del pianeta.
Consumato lo strappo scienza/religione è venuta fuori l’idea che l’uomo fosse derivato da esseri inferiori…la realtà è che l’uomo era presente nella più remota epoca geologica:Wegener ha riesumato la cosiddetta pangea, dicendo che 200 milioni di anni fa i continenti erano una sola superficie ma nel racconto biblico questa emersione(continewnte primitivo) è segnalato chiaramente non più tardi di sei-sette mila anni fa.
Prima di essa non c’era terra asciutta.
L’evoluzione si basa su una cronologia esagerata e su una serie di pressupposti indimostrati tesi a far passare idee aliene alla scienza come l’inesistenza di Dio.
Questa non è scienza!
Moreno B. says:
febbraio 25th, 2009
08:39
Eh? Scusami Gianni ma non capisco…Pupi esprimenti in maniera più semplice?
Gianni says:
febbraio 28th, 2009
20:28
Moreno, capisco la tua difficoltà, le mie affermazioni sono basate su una ricerca personale durata oltre 20 anni.
Nella Bibbia, la terra conosciuta dai popoli precristiani e che sta alla base della concezione della “terra circolare piatta”(attribuita falsamente al geografo Tolomeo del II secolo) è più antica.
Essa si trova già in Genesi 1.8,9 dove la superficie che emerge dalle acque ricoprenti tutto il pianeta è pari a un emisfero.
Cioè, è una superficie unitaria e ancora al tempo di Colombo la si credeva reale.
Quest’ultimo effettuò il suo viaggio verso ovest convinto di raggiungere la Cina o il Giappone senza trovare ostacoli geografici: sbarcò ad Haiti convinto di aver raggiunto l’arcipelago giapponese.
Una constatazione: gli antichi comoscevano la rotondità della terra e le sue trasformazioni successive, come la separazione di vaste aree geografiche che noi identifichiamo come continenti.
Alla luce di queste mie scoperte (=documentabili ma il discorso sarebbe molto lungo), io trovo semplicemente assurdo tutto ciò che si ricollega all’idea di evoluzione: gli uomini moderni(discesi da Adamo) esistevano su un continente comprendente le attuali terre emerse e anteriore alla cosiddetta “pangea” di Wegener.
L’uomo, se fosse vera l’evoluzione, non avrebbe dovuto conoscere questo continente primordiale ma con tutta evidenza(!) lo conobbe.
E’ una sorpresa(lo fu anche per me) ma queste evidenze sono una conferma in più che il mondo è più recente di quanto affermano gli evoluzionisti.
Non ho ancora fatto considerazioni sulla durata dei sei giorni del racconto di Genesi 1 ma con queste evidenze mi fido di Mosè che raccontò agli scribi ebrei questa storia; che non mi sembra affatto una mitologia religiosa e basta.
Ognuno si senta libero di credere o meno nel Dio a cui il Racconto Scritturale attribuisce tutto questo, ma io Gli credo e non mi vergogno di dirti che sono un cristiano felice.
Gianni.
Moreno B. says:
marzo 2nd, 2009
14:19
Ciao Gianni! Grazie per le precisazioni, ora ho capito cosa intendi…Le tue teorie sono sicuramente interessanti ma andrebbero provate esattamente; anch’io mi ritengo un “cristiano felice” ma non credo che TUTTA la Bibbia (che ho letto integralmente) vada presa esattamente alla lettera e non credo neppure che la teoria evoluzionistica serva solamente come alibi per negare l’esistenza di Dio (anzi per certi versi secondo me la corrobora…). Io non credo che Fede e Ragione siano estranee (è esemplare a questo proposito tutta l’opera si S. Agostino); semplicemente ritengo che essendo la Bibbia un ‘opera ispirata da Dio ma scritta da uomini (come appunto Mosè) possa certamente ( e giustamente) risentire delle conoscenze dell’epoca. In fin dei conti la Bibbia non è un trattato di fisica o di scienza ma un Libro Sacro.
GIANNI says:
luglio 6th, 2009
18:51
Moreno,
le mie affermazioni non hanno bisogno di essere “provate esattamente”, esse sono dati storici: la cultura europea possedeva la nozione del continente unico primitivo, derivato dai concetti ebraici del II millennio aC ma comuni all’ambiente circostante.
A “riscrivere” il passato sono stati i primi evoluzionisti che avevano forti tendenze antireligiose…io sono uno di sinistra ma la Verità l’accetto a prescindere dalla fonte.
Sono anche di fede evangelica e non sarei una persona onorata nell’insegnare o credere una cosa che so essere menzogna: ancora oggi(verifica pure in rete) la bugia viene raccontata non solo dai preti ma da famosi scienziati.
Questo ti deve mettere in guardia: la scienza non è una cosa “neutra”.
La lettura della Bibbia che preferisco è quella letterale, basata sulla grammatica del Testo.
Che la Bibbia sia un Testo Sacro ne sono al corrente ma contiene elementi di natura diversa da quella schiettamente religiosa.
Elementi preziosi per determinare non solo le concezioni geografiche(nel nostro caso) ma anche la forma delle terre come erano concepite.
Esisteva anche la cartografia scientifica, in forma diversa, ma esatta e precisa quanto quella attuale.
Questo mi da fiducia sulle cose che ho letto: prova a fare una ricerca anche tu…partendo da Genesi 1.9,10. Chiedi qualche delucidazione grammaticale a un rabbino e la spiegazione letterale(= quello che poi si legge in effetti!).
Saluti, Gianni.