Una donna, un giudice

venerdì, ottobre 31st, 2008

Il Presidente, quel giorno, era altrove, alla posa della prima pietra di una raffineria di petrolio.Anche il Paese e i suoi governanti, da sempre,  guardavano da un’altra parte, anche dopo che, nel 2003, una legge dello stato aveva bandito la schiavitù come crimine contro l’umanità punibile fino a trent’anni. L’antica consuetudine continuava invece a prevalere, tanto da giustificare il padrone che aveva ottenuto di mandare in carcere la sua schiava.Già, una schiava, che lui voleva mantenere tale anche dopo averla affrancata. E l’aveva fatto appositamente per poterla sposare, dopo che, da schiava di sua proprietà, l’aveva costretta ad essere sua e a dargli due figli.Non si era accorto che con l’affrancamento, un piccolo cavillo burocratico per lui, la porta per la salvezza per lei,  la schiava era ridiventata una donna, si, una donna vera con tutti i suoi desideri e i suoi veri sentimenti. E i suoi diritti.Certo, lo era già prima, ma, sapete cosa vuol dire essere schiavi?Detto fatto, lei si unisce ad un uomo, proprio così, ad un uomo, genere a lei ancora sconosciuto, non un padrone, e si sposano. Il padrone, incazzato, non ci sta, la denuncia per bigamia e la fa mettere in carcere.Ed è a questo punto che intervengono gli angeli, così li ha voluti chiamare lei, quelli dell’associazione Timidria. Aveva sempre pensato durante la sua vita da credente: ma quando finirà questo calvario, quando Dio ci salverà? Ed ora ecco che Dio li ha mandati veramente gli angeli, che la convincono a farsi forza, ad abbandonare per sempre la vita di maltrattamenti ed umiliazioni, a volere un futuro diverso per sua figlia.La Corte di giustizia Ecowass tra gli stati africani occidentali ha stabilito che “Madame Hadjiatou Mani è stata vittima di schiavitù e che la Repubblica del Niger è responsabile per l’inazione delle autorità amministrative e giudiziarie, quando hanno voluto condannarla per bigamia e quando hanno voluto ancora giustificare la consuetudine della schiavitù”.Peccato che il Presidente fosse altrove, all’inaugurazione  di un’ opera pubblica, quel giorno.

Segnalato da Vinicio

da Corsera, 28.10.2008, A.Muglia.

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