Religione a chilometro, al peggio non c’è fine

sabato, ottobre 11th, 2008

Dalla stampa di questi giorni ho appreso la proposta dei rappresentanti regionali di AN e Lega di mettere nero su bianco che non si possono costruire «luoghi di culto» a meno di un chilometro da una chiesa già esistente. Con le labbra si pronuncia «luogo di culto», ma con gli occhi si legge «moschea». Il dramma è che noi cittadini paghiamo lo stipendio a gente che arriva a pensare assurdità del genere. Non possiamo dolercene perché costoro appartengono alla maggioranza e al governo che fanno i gargarismi con la religione espressione di identità sociale che è un’aberrazione civile e teologica. Se seguiamo la loro logica, carta geografica alla mano, nessuna moschea potrà mai essere costruita in Liguria e in Italia.. Facciamo un esperimento ideale partendo dalla chiesa «topica» per i Genovesi: la cattedrale di San Lorenzo. A meno di un chilometro a nord vi è la chiesa  delle Vigne, a sud Santa Maria di Castello, a est il Gesù di piazza Matteotti. Bisogna ricominciare daccapo: a meno di un chilometro da queste chiese, a nord, a sud e a est  vi sono San Giovanni di Prè, San Carlo di via Balbi, Carignano, Sarzana e di chilometro in chilometro troveremo sempre una chiesa esistente che diventa un impedimento geografico per tutto il futuro vita natural durante e oltre. Solo ad ovest ci può essere libertà di religione, in mare aperto, quel mare che è già consacrato come una cattedrale perché custodisce come reliquie i corpi degli immigrati morti ammazzati dentro i confini del territorio dei difensori della «civiltà cristiana occidentale». Costoro difendono i crocifissi ornamentali e annegano il Crocifisso che, emigrante anche lui, si è identificato con gli ultimi fino a costituirli giudici finali della storia: «Ero forestiero e mi avete accolto… non mi avete accolto. Quando Signore? Tutte le volte che lo avete fatto, non avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli»» (Mt 25,31,42). Viene un momento in cui un politico deve sapere distinguere i neuroni del buon senso da quelli della confusione mentale e democratica perché Dio rende pazzi coloro che vuole confondere. A Roma i camerati celebrano i martiri papalini di Porta Pia, il ministro della difesa, camerata anche lui, capovolge la storia e dichiara martiri i repubblichini di Salò che si sono fatti ammazzare per aiutare i tedeschi ad ammazzare indiscriminatamente chi moriva per liberare la Nazione dal vituperio del nazifascismo. Poiché al peggio non c’è fine: ora gli epigoni liguri, in un sodalizio di camicie (nere o verdi sempre camicie sono), provano ad aggirare la Costituzione che limpida e trasparente scorre come acqua di montagna: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali» (art. 3). Se gli antichi avessero osservato il criterio della religione chilometrica, oggi a Genova tre quarti delle chiese esistenti non sarebbero mai nate. Ci aspettiamo trepidanti nuove proposte paesaggistiche ad integrazione esilarante: come ad esempio che ogni nuovo edificio di culto (leggi moschea) non può avere fondamenta, muri di sostegno, tetto e quanto può poggiare sul sacro suolo italiano, terra di santi, di poeti, di navigatori e, aggiungo io, di insipienti a stipendio regionale. Naturalmente in piena libertà costituzionale e vangelo alla mano.

 

Don Paolo Farinella

 

Articolo pubblicato su Repubblica/Il Lavoro di mercoledì 1 ottobre p. XI

 

Condividi:
  • Facebook
  • email
  • Print
  • PDF
  • Twitter
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Wikio IT
  • Digg
  • Diggita
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • Live
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Netvibes
  • RSS
  • Tumblr
  • Upnews
  • Yahoo! Buzz

2 comments on “Religione a chilometro, al peggio non c’è fine”


  1. Alessandro Picchi says:

    Un articolo suggestivo e ben fatto. Ma forse un pochino “sbilanciato”.
    Qualche NON LEGHISTA può rispondere a questa domanda: perchè i leghisti, secondo voi, non vogliono le moschee? E un’altra domanda: che differenza c’è fra una moschea e una chiesa (o una moschea e una sinagoga, o una moschea e un tempio indù, ecc)?


  2. Moreno B. says:

    Interessante articolo, soprattutto perché ci fa parlare un po’ dei grandi temi di rispetto religiosi, integrazione, fanatismi, etc. … La questione moschee è sicuramente un tema “caldo” che necessita di approfondimenti e non certo di discorsi superficiali; sicuramente Don Farinella esagera un po’ ma a mio modesto avviso tocca il nervo scoperto delle nostre belle leggi: è un dato di fatto la libertà religiosa e non si può certo pensare di tenere lontano chi è “diverso” da noi con leggi simili alle ben note “grida” dei Promessi Sposi.
    Penso che la soluzione al problema sia invece molto più semplice (ma nello stesso complicata): rispetto! A questo proposito mi piace citare un evento storico avvenuto in luogo a me molto caro.

    Ecco come Eutichio, patriarca di Alessandria, descrive gli eventi relativi alla conquista araba di Gerusalemme:
    Omar Ibn al-Khattab e i suoi generali partirono dalla Siria verso Gerusalemme per cingere d’assedio la città. Il patriarca di Gerusalemme, Sofronio, si recò presso Omar Ibn al-Khattab il quale concesse la sua protezione agli abitanti della città mediante una lettera consegnata allo stesso patriarca. Omar Ibn al-Khattab garantì la salvaguardia dei siti cristiani con l’ordinare ai suoi uomini di non distruggerli né di usarli come abitazioni.

    Il racconto di Eutichio riporta che Omar Ibn al-Khattab visitò la chiesa della Risurrezione e si pose a sedere nell’atrio di essa ma, al momento della preghiera, si allontanò dalla chiesa e pregò fuori di essa, temendo che le generazioni future avrebbero potuto usare la sua preghiera all’interno della chiesa come pretesto per convertirla in moschea. Eutichio inoltre dice che Omar Ibn al-Khattab scrisse anche un decreto nel quale proibiva ai musulmani di riunirsi a pregare in questo luogo.

    Hai ragione caro Alessandro, una moschea non è uguale a una chiesa (per il diritto islamico un edifico adibito a moschea non potrà mai cambiare destinazione d’uso, al contrario delle chiese che possono essere sempre “sconsacrate”), ma del resto non credo proprio che nelle nostra legislazione urbanistica manchino i mezzi per individuare luoghi idonei per il culto di tutte le religioni! Come in tutte le cose, del resto, occorre sempre buonsenso e conoscenza reale dei temi che si affrontano!
    Inoltre non tutti i musulmani sono uguali (c’è molta differenza tra tunisini, egiziani, asiatici o senegalesi):occorre ancora una volta un preciso confronto e non “grida” o “sparate” nel mucchio!

    Chiudo anch’io con una domanda: siamo sicuri che la Religione cristiana abbia bisogno di “leghismi” per difendere la sua più che millenaria tradizione?

Leave a comment

Benvenuto nel sito web dell'Associazione Culturale La Fucina di Uggiate-Trevano (CO).

Cosa facciamo?

Organizziamo incontri e manifestazioni, promuoviamo la musica, l'arte, la cultura, la solidarietà e la conoscenza.

Uno spazio per riflettere e scoprire…

In questo sito troverai articoli di carattere nazionale e locale. Per questi ultimi parleremo in particolare delle nostre zone: Uggiate Trevano, Ronago, Bizzarone, Faloppio, ma anche Drezzo, Cagno, Valmorea, Rodero, Albiolo, Parè, Cavallasca, Gironico, Olgiate Comasco.
Qualcosa non va nella tua zona? Hai delle proposte da fare? Mandaci la tua segnalazione via email:
info[chiocciola]
lafucinacomo.org

Oppure al numero
3473394973