3 Settembre 2008
La leggenda degli “Asan da Cagn” (Asini di Cagno)
Letto 212 volte - Inviato da Ivan categoria: Articoli e riflessioni; La nostra terra .
In un anno di grazia non ben identificato, sul campanile della chiesa di Cagno, erano cresciuti dei ciuffi d’erba, era chiaro che la cosa a lungo andare avrebbe compromesso la stabilità dell’opera, per cui si rendevano necessari urgenti opere di ripristino e risanamento. Dopo regolare concorso, con mobilitazione di tutti i talenti cagnesi, prevalse la seguente soluzione: «innalzare con le carrucole un asino, debitamente tenuto a digiuno, fino all’altezza dei ciuffi di erba, in modo che li mangiasse e risolvesse così l’annoso problema».
Detto fatto, dalle parole si passò all’azione, ma il soggetto prescelto cominciò a tirare calci da tutte le parti e non c’era verso di riuscire a legarlo. Sembrava ormai che l’asino dovesse averla vinta; ma nulla poté quando, per raddrizzare la situazione, venne drasticamente deciso di legarlo con un cappio al collo.
Da una parte della corda l’asino, dall’altra la popolazione di Cagno; l’asino, nonostante stesse subendo la peggio, sembrava non perdere il senso dell’umorismo, accennava infatti a un ghigno beffardo e man mano che saliva, cacciava fuori la lingua sempre di più.
Senonchè, arrivato al piano di lavoro, il nostro amico non volle saperne di mangiare quella famigerata erba (poverino! Non respirava più).
Indignati i cagnesi decisero di lasciarlo giù di nuovo per ammazzarlo di botte ma arrivato a terra si dovette constatare amaramente, che l’asino era morto (l’autopsia del veterinario dirà poi che è stato per soffocamento). Momento di panico e smarrimento per gli abitanti di Cagno e della situazione ne approfittarono subito le popolazioni vicine.
Primi fra tutti arrivarono quelli di Caversaccio i quali senza esitazione se lo pelarono, guadagnandosi di volata l’appellativo di Peraa. Da Bizzarone, chissa perché, si accorse con carbone, che venne usato per cuocere l’asino e restarono i Carbunatt. I più ingordi furono quelli di Casanova che se lo sbranarono in un batter d’occhio e divennero i Goss. Gli albiolesi nonostante la vicinanza, persero il momento buono e dopo qualche esitazione, decisero di incamminarsi verso Cagno solo per rosicchiare e pulire le ossa come i corvi I Curbatt.
Quel giorno il vento tirava in direzione contraria, e solo all’ultimo momento portò in direzione di Rodero l’insolito baccano e lo strano profumo di arrosto bruciato. Fulminea la mobilitazione generale della popolazione e spedizione alla volta di Cagno, ma ormai era tardi, la contesa era già finita e così i roderesi dovettero ritornare a casa arrabiati, Rabiaa.
I cagnesi, a perenne ricordo della brillante idea dell’asino rimasero Asan.
Articoli e pagine correlate: Il Sass dela Prea (anche noto come Sass da Cagn), Appellativi dialettali degli abitanti dei paesi della nostra zona, Aperitivo Culturale a Cagno,

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