Il noto surfista e cantautore Jack Johnson si è recentemente esibito in Germania vestendo una maglietta molto “particolare”: per il concerto del 12 Luglio scorso a Loreley ha infatti deciso di vestire la maglietta blu con la scritta “Uruk da Ugiaa”, realizzata dalla nostra Associazione!


Si può ammirare la maglietta in molti video su Youtube, ad esempio:
http://www.youtube.com/watch?v=sJ1iIFhORSo&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=OztfuZtl2tA&feature=related
Che dire: fate come lui; vestite la griffe “La Fucina”! Abbiamo ancora molte magliette; per saperne di più scriveteci o passate nella nostra Sede!!!
Un grazie sincero a Francesco e a Gigi!!!!
Posted 2 years ago at 15:44. 2 comments
Una distesa di pannelli solari sottili come specchi distribuiti a tappeto nel deserto del Sahara. Una ragnatela di cavi ad alto voltaggio che parte dal Nord Africa e si dirama fino al Nord Europa. Potrebbe essere questa la soluzione per i più drammatici problemi che il mondo moderno si trova a combattere: la scarsità di energia e l’inquinamento atmosferico. Se diverrà realtà quello che gli scienziati si sono raccontati nei giorni scorsi all’Euroscience Open Forum di Barcellona, non c’è più da avere alcuna preoccupazione per il futuro.
Almeno della nostra vecchia Europa. Basterà carpire i raggi che infiammano il deserto, quello più grande del mondo che abbiamo proprio qui sotto casa, e trasferirli. I pannelli solari disseminati nel Sahara potrebbero infatti portare direttamente a casa nostra tutta l’energia di cui abbiamo bisogno. Energia pulita e rinnovabile. Dunque praticamente infinita e non inquinante. A un costo mediamente di 15 centesimi al kilowatt più basso di oggi.
Il progetto prevede la diffusione nel deserto nordafricano di pannelli solari fotovoltaici, piantati per catturare la luce del sole in un luogo dove la sua potenza è tre volte superiore a quella che ha, ad esempio, nel Nord Europa. Basterebbe, per scaldare d’inverno tutto il vecchio continente, occupare una superficie del deserto grande quanto la Lombardia. La diffusione dell’energia così raccolta, e soprattutto il suo stoccaggio, diventano però la parte più impegnativa del piano: per trasportare l’energia dal Nord Africa a tutta l’Europa, sarebbe infatti necessaria una immensa rete ad alto voltaggio di diffusione con costi che, oggi, sarebbero altissimi. Complessivamente, il progetto potrebbe toccare i 35,7 miliardi di euro. Serviranno quindi altri studi per poter immaginare una maggiore efficienza tecnologica e costi meno proibitivi. Ma anche una spesa tanto elevata, se davvero consentisse di realizzare un sistema a zero emissioni di diossido di carbonio e in grado di funzionare fino alla fine del mondo, potrebbe essere ammortizzata.
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Posted 2 years ago at 13:10. 3 comments