4 Agosto 2008
Il Sass dela Prea (anche noto come Sass da Cagn)
Letto 177 volte - Inviato da Ivan categoria: Articoli e riflessioni .
Incuriosito dal reportage di Lucio fatto a gennaio e dall’articolo recentemente pubblicato da Eugenio (http://ege010.wordpress.com/2008/07/14/Sass-da-la-Prea/) in cui documenta con alcune belle foto lo stato di abbandono in cui versa il masso erratico, mi sono deciso a verificare di persona con una breve gita lo stato in cui versa la roccia. Stando alle mie ricerche “Sass della Prea” dovrebbe significare Sasso della Pietra, anche se non sono riuscito ad avere notizie di eventuali leggende che riguardino il masso. Se sapete qualcosa lasciate un commento! L’escursione da Cagno è molto breve e dura una quindicina di minuti. Si parte da via Comolli (vicino alla vecchia chiesa di S.Michele) e percorrendo un sentiero completamente invaso da alberi crollati, sterpaglie (ed anche zanzare) si giunge sino al masso in questione. Qui trovate il mio reportage fotografico: http://fotoalbum.alice.it/lafucina/sass-dela-prea-cagno/
Nonostante sui cartelli posti all’inizio ed alla fine del sentiero venga indicato che il sentiero è delimitato da paletti rossi, di questi ultimi non v’è traccia.
Mi domando se sia possibile fare un qualche semplice intervento di ripristino di questo sentiero ormai abbandonato…
Articoli e pagine correlate: Ancora sul Sasso di Cagno, Muore un clochard a Como, Jack Johnson veste la griffe “La Fucina”!,2 Comments so far...
lucio Says:
9 Agosto 2008 at 16:46.
Ci sono appena tornato, sono sceso da Caversaccio e sono calato preciso come un falco di fianco al sasso. L’unica cosa è che era completamente coperto dalla vegetazione e, non riconoscendolo, mi sono spinto fino a Rodero per cercarlo
Penso che non ci voglia molto per rendere il sentiero un minimo praticabile: dalla parte di Cagno basterebbe fare un lavoro col Jackie-Boy e il sentiero sarebbe belo che praticabile, al limite bisognerebbe tagliare qualche albero caduto ma anche lì nulla di trascedentale, basta promettere la legna a chi lo fa e ti accorrono a frotte (me compreso!). Dalla parte di Caversaccio invece la vedo più dura: il sentiero era formato a gradoni, bisognerebbe anche lì tagliare l’erba e, mano mano, vedere se i gradoni ci sono ancora o sono crollati.
Poi per altri interventi, mettere pali, tagliare gli alberi davanti al sass per aprire lo spazio, etc… si può pensare anche dopo.
Mirko B. Says:
13 Agosto 2008 at 15:27.
Sì, w il Jackie-Boy!! Noto che questa simpatica maniera per definire lo strumento altresì detto “decespugliatore” si diffonde sempre più…mi adeguerò
(dai Lucio scherzo! Anzi, complimenti per la passione che stai mettendo nel tentare di riportare interesse verso questo luogo dimenticato dai più)

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