30 Giugno 2008
POSSO ESPRIMERE UN CONCETTO? DI UN ORTO SI TRATTA, NON DI UN GIARDINO!
Letto 181 volte - Inviato da Ivan categoria: Articoli e riflessioni .
Di un orto si tratta, non di un giardino, pronto ad accogliere le orde germaniche che a breve lo calpesteranno.
E’ vietato calpestare le aiuole, lo sapete, ma ancor più deplorevole è calpestare un orto, soprattutto se normalmente percorso tra i suoi solchetti da un filosofo cinquantenne con folta barba grigia, seguito da cinque ragazzi e da una ragazza.
Già, un orto ben coltivato (a rape, cavoli, lattuga, crescione, ravanelli, sedano, cipolle), circondato da un muro e, addossato al muro, un basso padiglione nel quale si intravedono alcune panche e un tavolo di legno grezzo.
“Maestro, posso esprimere un concetto?” dice un allievo con una faccetta simpatica e spiritosa.
Lei ha appena detto che i piaceri si dividono in naturali e necessari come il cibarsi, in naturali e non necessari, come il cibarsi con alimenti raffinati, in piaceri nè naturali nè necessari, come l’arricchirsi. Tuttavia, mentre io considero i ravanelli crudi un cibo molto raffinato il mio amico Maurizio li considera cibo degno delle capre. Il Maestro, continuando ad innaffiare l’orto con una brocca colma d’acqua, risponde che il piacere non è unico e assoluto per tutti, non esiste il piacere in sè, come dice Platone, ma vari generi di piacere. E mentre parla continua col gesto d’innaffiare, ma la brocca è ora vuota.”Maestro, stai innaffiando con la brocca vuota!” gli fa un altro allievo. E il Maestro:” … facendo solo il gesto di innaffiare, faccio un innaffiamento platonico, col quale non crescerebbero però le verdure e noi finiremmo per morire di fame. Esiste migliore dimostrazione che la filosofia deve aiutare gli uomini a vivere meglio, possibilmente a raggiungere la felicità, e che è inutile e dannosa quella filosofia che propone solo idee astratte?. “Come Platone!”, interviene la Ragazza (nb, con la R maiuscola!). E il Maestro, alzando la brocca vuota ed anche un’altra piena portatagli da un allievo, dice: “Questa è la filosofia di Platone, e quest’altra è la filosofia di Epicuro”.
“Posso esprimere un concetto?”, fa il Primo Allievo (nb, con la P e la A maiuscole). “Il sole sta tramontando e i tuoi allievi sentono la necessità di soddisfare un desiderio naturale e necessario”: “Se è della cena che parli, gli ortaggi sono già sul tavolo, raccolti e lavati”. Tutti si siedono, ma attendono rispettosamente che il Maestro inizi per primo.E quegli prolungando appositamente l’attesa dice:” L’attesa aumenta il piacere”.
“Posso esprimere un concetto?” dice nervosamente il Primo Allievo. “Certo”. “Ho fame: l’attesa prolungata e i morsi della fame che l’accompagnano procurano dolore”, Dov’è dunque il piacere?
“Abbandoniamoci dunque a quest’orgia di piacere” dice allora il Maestro, addentando un ravanello. “Quando i nostri nemici ci accusano di essere dei gaudenti dediti ai più sfrenati piaceri dei sensi, in fondo non hanno torto!!”.Gnam!
Luigi Malerba, sul Corriere di ieri.
Vinicio
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Moreno B. Says:
1 Luglio 2008 at 10:05.
Acciderbola…Sono andato a cercarmi l’articolo sul Corriere (eccolo qua: http://archiviostorico.corriere.it/2008/giugno/27/venne_Epicuro_redimere_uomo_co_9_080627104.shtml)
ma non ci caopisco molto lo stesso…Posso chiedere lumi, da discepolo?
vinicio Says:
2 Luglio 2008 at 17:05.
Caro Moreno, a parte che quel maestro mi sembra un po’ suonato, le cose che fanno i discepoli mi sembrano invece reali e concrete (portare l’acqua, aver fame). Comunque è stato solo un gioco, tra la filosofia e il giardinaggio, non c’è niente da illuminare. Ciao
Ivan Says:
3 Luglio 2008 at 12:02.
ehm… io l’ho pubblicato per conto di Vinicio, però i chiarimenti sono ben accetti! ![]()

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