28 Aprile 2008
In Ticino vola la Lega di Bignasca: «Concorrenza sleale dai frontalieri»
Letto 261 volte - Inviato da Francesca categoria: La nostra terra; Politica e dintorni .
«Canton Ticino promosso in Superlega»: lo scrive sul proprio sito il “gemello” d’oltreconfine della Lega Nord, il partito di Giuliano Bignasca che nelle elezioni comunali di domenica scorsa ha raggiunto il 25% dei consensi. La Lega dei ticinesi è il secondo partito a Lugano ed era il quarto; è il terzo a Chiasso, un aumento di voti del 10% in generale. «Avevamo sei assessori e adesso ne abbiamo 30»: Giuliano Bignasca brinda a champagne, come affermano gli osservatori d’Oltralpe ed è ancora in corso il conteggio sui seggi in consiglio comunale, ma tutti i segni sono positivi. Segni di un’avanzata a scapito dei partiti tradizionali. Esponenti della Sinistra ticinese hanno parlato di “vento da sud”, dall’Italia, che ha coinvolto gli elettori del vicino Cantone e di conferma di una tendenza a destra. Ma ai comaschi forse interessa sapere qual è la tendenza della Lega dei Ticinesi nei confronti di frontalieri e padroncini, apertura alla libera circolazione, quotazione del franco contro euro. «Contiamo 45.000 frontalieri – sostiene Bignasca – alcuni percepiscono da noi anche 6.000 franchi: perchè si ostinano a risiedere in Italia, ad andare avanti ed indietro, procurando traffico e smog, qundo potrebbero risiedere qui? E per i padroncini: noi sollecitiamo un controllo, perchè noi paghiamo tutto. Un controllo: le nostre tariffe orarie per prestazioni di carattere artigiano sfiorano i 37 – 38 euro l’ora. Ci sono padroncini che si accontentano di 18». Su questo tipo di concorrenza sleale, Bignasca ha scritto pagine e pagine. Conclusione: la chiusura delle frontiere, lo smantellamento degli accordi bilaterali Berna – Unione Europea, che hanno consentito di aprire il mercato svizzero alla manodopera straniera? «Noi mettiamo in discussione l’apertura delle frontiere ai Paesi dell’Est entrati nell’Unione europea. Ma se si rivedono gli accordi bilaterali allargati alla Romania e alla Bulgaria, si potrebbe rivedere tutto», sottolinea il presidente leghista che si dice contrario alla globalizzazione e che concorda con l’applicazione dei dazi proposta da Tremonti.
Segnalato da Davide
Articoli e pagine correlate: ESPOprofessioni a Lugano, Presentazione del libro “La Freccia Turchese” di Antonella Sicurello, Treviso: con gli immigrati usiamo i metodi SS,9 Comments so far...
lucio Says:
28 Aprile 2008 at 16:18.
Proprio oggi che ho cominciato a lavorare in Svizzera!
Moreno B. Says:
29 Aprile 2008 at 08:27.
Non dirlo a me che servo fedelmente la Confederazione da molti anni ormai…
Mirko B. Says:
29 Aprile 2008 at 09:04.
Tranquillo Lucio: cane che abbaia non morde!
Solo due cose sul Bignasca, visto che ho la fortuna di fare ricerca in Svizzera. Fra l’altro, durante lo svolgimento della mia tesi, ho avuto anche la fortuna di avere un collega-ricercatore che si occupava di mercato del lavoro, dal quale ho imparato molte cose…
Ne dico solo 2 veloci:
1) Il frontalierato è stato “inventato” dagli svizzeri nel secondo dopoguerra essenzialmente per “salvare capra e cavoli”: il Ticino era in forte crescita e necessitava di manodopera in quantità abbondante, il mercato del lavoro italiano stentava in quegli anni a dare occupazione a tutti. Ecco l’”ideona”: io “sistema economico-lavorativo” svizzero permetto l’assunzione da parte delle mie imprese di lavoratori italiani, purchè questi continuino a risiedere in Italia e alla sera se ne tornino a casa loro (almeno al venerdi’). Così da una parte garantisco il pieno soddisfacimento della richiesta di manodopera ticinese, dall’altro riesco a controllare in maniera precisa l’immigrazione, nel senso che la annullo, visto che il buon frontaliere resta italiano e residente per di più nella vicina penisola.
Quindi, primo: i lavoratori frontalieri-pendolari hanno in gran parte determinato la crescita industriale del Canton Ticino dal punto di vista quantitativo e attualmente garantiscono anche la crescita qualitativa; secondo: il buon Bignasca ha ragione, ci sono oggi 45.000 frontalieri…e mano male!!! Perchè o loro, o 45.000 immigrati residenti in Ticino (turchi, romeni, …)..per carità, rispetto per tutti…però non saprei dire chi possa preferire la buona Lega dei ticinesi…
2) Una pensiero personale. E’ vero: il “gemello” d’oltreconfine della Lega Nord è il partito di Giuliano Bignasca. Pappa e ciccia. Una cosa veloce sulla base elettorale dei due partiti “gemelli”: il frontaliere italiano medio, stufo dello Stato, deluso dalle inefficienze italiche, vota Bossi..che è amico del Bignasca, che raccoglie a sua volta il voto del ticinese medio, stufo del frontalierato, che si sente “assediato” e minacciato dall’Italiano onesto lavoratore…
Quindi…la base elettorale dell’uno (Bignasca) vota in realtà contro (ed è stra-incavolata con) la base elettorale dell’altro (Bossi)…Qualcuno qui viene preso in giro (ovviamente gli elettori)…W i partiti “gemelli”!
A me pare ci sia un leggero corto-circuito, o no…? ![]()
lucio Says:
30 Aprile 2008 at 09:49.
Il frontalierato è stata una grande invenzione che ha evitato alle provincie di confine un esodo di massa, e quindi alla confederazione un’immigrazione molto maggiore di quella che c’è stata, e che ha portato un minimo di ricchezza nelle nostre provincie: pensiamo solo a quante tasse i comuni possono cancellare grazie alle rimesse dei frontalieri. Bignasca però sostiene un’altra cosa, che lo mette agli antipodi del suo partito gemello come dice Mirko, ovvero non che il frontalierato vada abolito, ma che i frontalieri debbano diventare svizzeri! Come idea è anche comprensibile: gli italiani prendono lo stipendio in svizzera, ma poi se lo portano in Italia, lo spendono in Italia. Qualche svizzero può iniziare a chiedersi: ma insomma, noi gli diamo lo stipendio, la pensione, paghiamo di fatto l’istruzione ai loro figli e loro spendono tutto in un mercato diverso dal nostro e non ci danno la possibilità di accrescere a livello generazionale la nostra forza lavoro perché, a ben pensarci, se un frontaliere emigra i suoi figli saranno già inseriti nel mercato del lavoro svizzero. Se resta in Italia, no.
Discussione interessante, però.
Gianluca B. Says:
30 Aprile 2008 at 10:20.
In realtà l’apparente idiosincrasia tra gli elettori del nano_besugo e i neo_crociati padani, galvanizzati dall’urlo elettorale “fuori lo straniero”, non esiste. E’ stigmatizzato in diversi discorsi pubblici l’invito dello pseudo capitano d’industria elvetico, avvezzo al consumo per via aerea di polverine di vario genere quale tonico per le sonore perdite subite al tavolo da gioco e all’utilizzo di manodopera straniera sia maschile che femminile, italiana e non, remunerata in nero per servizi non sempre chiaramente identificabili, al suo compare lombardo ad abbandonare la sponda italica per annettere, padania e famiglia, nella “sua” vicina e prospera svizzera-ticinese.
Un esempio del vaneggiamento pubblico di questo sottoprodotto delle cultura dell’informazione di qualche anno fa:
“Benvenuto onorevole Umberto Bossi! Benvenuto al leader storico della Lega nord, cui ci accomunano molte idee, dalla difesa del federalismo a quella dell’economia locale e dell’identità dei popoli contro il caos e l’impoverimento provocati da internazionalismo, europeismo e globalizzazione! Abbiamo apprezzato l’auspicio espresso nei giorni scorsi da lei, onorevole Bossi, di un’annessione della Padania alla Svizzera. A questo proposito proponiamo di annettere anche una parte di Liguria, e segnatamente Genova, in modo da disporre di un importante sbocco commerciale sul mare! Di sicuro, se fossero i cittadini del Nord Italia a dover decidere se stare con il governo di Roma o se andare con la Svizzera, non ci sarebbe storia…”
Capito come ti risolve il patriottico conflitto di interessi: “tutti insieme, appassionatamente”, …un nuovo protettorato condotto a gloria futura dalla coppia Bossi-bignasca, …avvertitemi se dovesse accadere che preparo la pipa e il fazzoletto rosso!
Mirko B. Says:
30 Aprile 2008 at 10:49.
No, un attimo, Lucio, hai ragione sulla teoria dell’abolizione del Frontalierato però non credo proprio che il Bignasca voglia proporre che i frontalieri italiani diventino svizzeri! Giammai! Semmai forse lui sogna un Ticino con 45.000 residenti italiani che spendono i loro stipendi nel paradiso Ticinese ma che rimangono assolutamente di cittadinanza italiana, con lo scarico di coscienza sulla questione cittadinanza elvetica! Cmq l’idea è : STOP ai FRONTALIERI!
Teoria sull’assegnazione dei posti di lavoro: 1) Ticinese 2) Svizzero 3) Straniero Residente 4) Frontaliere
Assumo 2) solo se la ricerca di 1) fallisce; Assumo 3) solo se la ricerca di 2) fallisce; etc.
D’altra parte basta andare sul sito della Lega dei Ticinesi, inserire “frontalieri” nella ricerca per visualizzare una serie di articoli dal titolo:
- Lavoro: prima i ticinesi!!!
- Lavoro e leva: dumping da Oltreconfine
- Frontalieri preferiti agli operai ticinesi?
- S T O P FRONTALIERI!
- INVASI DAI FRONTALIERI > Ticino beffato!
- Sempre più frontalieri, sempre più pagati!
- Una questione di sopravvivenza!
- Frontalieri: fregati su tutta la linea!
- Concorrenza sleale
- Esplodono i frontalieri
- 37′000 frontalieri ogni giorno senza controllo
- Lavoro per i Ticinesi!
- Basta aiuti all’estero: S.O.S Lavoro!!
- 15mila disoccupati, 40mila frontalieri!
E vai!
Vabbè, meno male che il Ticino è ancora pieno di gente assennata e accogliente! ![]()
Poi, lo ripeto, di solito cane che abbaia non morde!
lucio Says:
30 Aprile 2008 at 11:06.
Sì, esatto. Ho sbagliato i termini, figuriamoci se il bignasca vuole concedere la cittadinanza a tutti i frontalieri! Credo che preferirebbero che il lago di Lugano esondi sino a sommergere tutto il Ticino!
La mia idea è che un frontaliere crei più disagi alla lega perché, in confronto all’immigrato, non solo è straniero ma pure si porta via i soldi!
Anch’io comunque dubito molto che facciano davvero qualcosa, sarebbe piuttosto arduo modificare drasticamente il sistema del frontalierato, o addirittura abolirlo. Soprattutto perché è stata un’idea dei cantoni tedeschi ![]()
fabrizio Says:
17 Maggio 2008 at 17:55.
ma lo sapevate che la famiglia Bignasca era proprietaria dell’attuale Albergo ristorante Michieletto di Valmorea e lo stesso Bignasca ha parenti che abitano ancora qui da noi (uggiate, Valmorea, Albiolo)? era un frontaliero al rovescio, dunque, il Bignasca?
Bianchini Says:
21 Maggio 2008 at 13:04.
Il problema di fondo che da parte delle istituzioni italiane i problemi dei frontalieri non vengono considerati.
Si usano degli slogan solo vicino alle elezioni, e cosi` i frontalieri continano a non essere tutelati.
Saluti

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