<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress/2.3.2" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>
<channel>
	<title>Commenti a: La ferrovia della Valmorea</title>
	<link>http://www.lafucinacomo.org/2008/04/09/la-ferrovia-della-valmorea/</link>
	<description>Associazione di promozione culturale e sociale con sede ad Uggiate-Trevano (Como)</description>
	<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 23:20:50 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.3.2</generator>
		<item>
		<title>Di: lucio</title>
		<link>http://www.lafucinacomo.org/2008/04/09/la-ferrovia-della-valmorea/#comment-243</link>
		<dc:creator>lucio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 18:51:01 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.lafucinacomo.org/2008/04/09/la-ferrovia-della-valmorea/#comment-243</guid>
		<description>Il problema non è tanto l'impianto ambientale, per noi Italiani non è mai stato un problema. Marco Paolini nel suo spettacolo dedicato a Venezia, il Milione, racconta di come per costruirla fossero stati deviati sette fiumi fra cui il Po, l'Adige, il Brenta e il Piave cosa che, immagino, avrà avuto il suo bell'impatto ambientale. Ma però ci ha lasciato l'unica laguna al mondo stabilmente abitata. Quello su cui volevo soffermarmi, senza chiudermi in un assurdo peana del passato, è rilevare come oggi si tratti il territorio sostanzialmente come un lupo affamato tratterebbe una bistecca. Ho parlato della valle del Lanza ma potevo parlare dell'ecomostro della Lomazzo-Bizzarone e sarebbe stata la stessa cosa: si comincia con una strada in un territorio disabitato, poi arrivano i capannoni, poi gli uffici, le case, poi tutto il resto... e alla fine resta una orribile distesa di cemento su cui sorgono altrettanto orribili edifici. Dunque seguono poi problemi di vivibilità, di servizi, viabilità e quindi altre strade e il cerchio si chiude e ricomincia... Io non sono pregiudizialmente contro all'intervento, anche pesante se serve, sul territorio ma quello che vedo è che abbiamo un uso del territorio che rasenta la follia. Forse è la mancanza di progettualità o magari, tanto per dire qualcosa di filosofico, abbiamo perso il rapporto con la natura, chi lo sà.
Spero di essermi spiegato

ciao, auguri per il tuo articolo;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema non è tanto l&#8217;impianto ambientale, per noi Italiani non è mai stato un problema. Marco Paolini nel suo spettacolo dedicato a Venezia, il Milione, racconta di come per costruirla fossero stati deviati sette fiumi fra cui il Po, l&#8217;Adige, il Brenta e il Piave cosa che, immagino, avrà avuto il suo bell&#8217;impatto ambientale. Ma però ci ha lasciato l&#8217;unica laguna al mondo stabilmente abitata. Quello su cui volevo soffermarmi, senza chiudermi in un assurdo peana del passato, è rilevare come oggi si tratti il territorio sostanzialmente come un lupo affamato tratterebbe una bistecca. Ho parlato della valle del Lanza ma potevo parlare dell&#8217;ecomostro della Lomazzo-Bizzarone e sarebbe stata la stessa cosa: si comincia con una strada in un territorio disabitato, poi arrivano i capannoni, poi gli uffici, le case, poi tutto il resto&#8230; e alla fine resta una orribile distesa di cemento su cui sorgono altrettanto orribili edifici. Dunque seguono poi problemi di vivibilità, di servizi, viabilità e quindi altre strade e il cerchio si chiude e ricomincia&#8230; Io non sono pregiudizialmente contro all&#8217;intervento, anche pesante se serve, sul territorio ma quello che vedo è che abbiamo un uso del territorio che rasenta la follia. Forse è la mancanza di progettualità o magari, tanto per dire qualcosa di filosofico, abbiamo perso il rapporto con la natura, chi lo sà.<br />
Spero di essermi spiegato</p>
<p>ciao, auguri per il tuo articolo;)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Moreno B.</title>
		<link>http://www.lafucinacomo.org/2008/04/09/la-ferrovia-della-valmorea/#comment-242</link>
		<dc:creator>Moreno B.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 12:31:40 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.lafucinacomo.org/2008/04/09/la-ferrovia-della-valmorea/#comment-242</guid>
		<description>Ciao Lucio!
Certo che esiste una risposta alla tua domanda e la risposta è positiva. E' contenuta nel concetto di "svilupppo sostenibile", così come definito dal rapporto Brundtland (Our Common Future) (dal nome della presidente della Commissione, la norvegese Gro Harlem Brundtland), un documento rilasciato nel 1987 dalla Commissione mondiale sull'ambiente e lo sviluppo (WCED)  che prevede uno sviluppo che permetta di soddisfare i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere le necessità delle generazioi future.
E' da vent'anni che la comunità mondiale discute di sostenibilità e sviluppo e, anche se non si è ancora arrivati a un modello univoco, esistono molte esperienze pratiche. Nella vicina Svizzera, ad esempio, esistono ormai molti progetti concreti sulla sostenibilità delle costruzioni (isolamenti. etc.) e ormai è rifiutato il paradigma economico che prevede crescita infrastrutturale=sviluppo. Un esempio sono le leggi di limitazione del traffico merci motorizzato a favore di mezzi meno inquinanti (i nostri politici dovrebbero trarne insegnamento...). Un' altra declinazione di sviluppo sostenibile è costituita dalla cosiddetta "finanza etica" che cerca di limitare i problemi di miopia e di grettezza della economia classica.
Mi hai dato l'idea per un bell'articolo..purtoppo il tempo è tiranno ma ci proverò!

Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Lucio!<br />
Certo che esiste una risposta alla tua domanda e la risposta è positiva. E&#8217; contenuta nel concetto di &#8220;svilupppo sostenibile&#8221;, così come definito dal rapporto Brundtland (Our Common Future) (dal nome della presidente della Commissione, la norvegese Gro Harlem Brundtland), un documento rilasciato nel 1987 dalla Commissione mondiale sull&#8217;ambiente e lo sviluppo (WCED)  che prevede uno sviluppo che permetta di soddisfare i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere le necessità delle generazioi future.<br />
E&#8217; da vent&#8217;anni che la comunità mondiale discute di sostenibilità e sviluppo e, anche se non si è ancora arrivati a un modello univoco, esistono molte esperienze pratiche. Nella vicina Svizzera, ad esempio, esistono ormai molti progetti concreti sulla sostenibilità delle costruzioni (isolamenti. etc.) e ormai è rifiutato il paradigma economico che prevede crescita infrastrutturale=sviluppo. Un esempio sono le leggi di limitazione del traffico merci motorizzato a favore di mezzi meno inquinanti (i nostri politici dovrebbero trarne insegnamento&#8230;). Un&#8217; altra declinazione di sviluppo sostenibile è costituita dalla cosiddetta &#8220;finanza etica&#8221; che cerca di limitare i problemi di miopia e di grettezza della economia classica.<br />
Mi hai dato l&#8217;idea per un bell&#8217;articolo..purtoppo il tempo è tiranno ma ci proverò!</p>
<p>Ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
