2 Marzo 2008
La ricreazione sta finendo
Letto 153 volte - Inviato da lucio categoria: Articoli e riflessioni; Politica e dintorni .
Tutti avranno visto alla tv l’immagine di Napoli sommersa dai rifiuti, strade che cambiano di senso perché ostruite, cittadini sconsolati che cercano di fare un minimo di ordine (la pulizia è ormai impossibile) roghi, scuole che chiudono, proteste. Ebbene qui non si vuole discutere del perché, del percome, delle proteste e delle discariche ma si vuole far notare come quell’immagine abbia un valore paradigmatico, forse profetico per le sorti di tutto il paese. Non a caso, nonostante gli affannati distinguo di taluni, quell’immagine quasi rappresenta tutta l’Italia all’estero, nostro nuovo biglietto da visita dopo la pizza e la p38. Lungi dall’essere una “semplice” crisi di raccolta dei rifiuti (virgolettato perché una crisi non è mai semplice, però quella di Napoli è, eufemisticamente, meno semplice di tutte le altre) semplice crisi di raccolta rifiuti come lo fu la crisi dei rifiuti a Milano, no. Napoli sommersa dai rifiuti rappresenta la fine di un mondo, la fine di un’era, il fallimento di un modo di pensare. Napoli era la città che estremizzava al massimo grado alcune caratteristiche dell’italiano medio: la furbizia, l’inventiva, il sapersi arrangiare, l’indifferenza verso le leggi, il saper sopravvivere in ogni situazione. Napoli, nell’immaginario collettivo, è la città di quelli che se la cavano sempre in un modo o nell’altro, è la città che da quando è stata fondata convive, e combatte, con il Vesuvio e in cui, incredibilmente, finora ha sempre vinto la città nonostante ormai costruisse case sulla bocca del vulcano. Scascia diceva che tutti i nodi vengono al pettine, ammesso che il pettine ci sia. Ecco, questo aforisma ci spiega perché Napoli è paradigmatica, perché dimostra che un pettine c’è sempre. E prima o poi arriva. Ed ecco anche perché sopra dicevo che, oltre a essere paradigmatica, è anche un’immagina profetica: l’Italia nel suo complesso ha dei problemi enormi: altissimo debito pubblico, precariato, sicurezza, salari, bassa crescita, burocratizzazione… e si potrebbe continuare a lungo. Certo abbiamo anche dei meriti, grandissimi meriti, basti ricordare che il tessuto di piccole medie imprese del Nord Italia è invidiato e ammirato in tutto il mondo ma teniamo i piedi per terra, e ricordiamo che basta un nodo per fermare il pettine. Sganciarci dalle alte sfere dello stato non serve a tranquillizzarci: anche il territorio ha i suoi problemi, manca di programmazione tanto per dirne una E qualunque persona di buon senso dovrebbe rabbrividire quando sente dire che bisogna costruire un nuovo quartiere per risanare un prato Forse è il caso di cominciare seriamente a parlare dei problemi del paese perché Napoli ci avverte: il pettine c’è e sta arrivando, come a dire: la ricreazione sta finendo.
Articoli e pagine correlate: No related posts,
(Nessun voto ancora)

