5 Gennaio 2008
Sulla pena di morte
Letto 180 volte - Inviato da Francesca categoria: Articoli e riflessioni .
2 gennaio
2 Comments so far...
Martina Realini Says:
5 Gennaio 2008 at 23:53.
A mio parere la pena di morte dovrebbe essere abolita in ogni paese del mondo, prima di tutto perché i giudici non sono onniscienti, ma possono sbagliare e mandare a morte un innocente. Cercando su internet ho scoperto ad esempio che nel 900 negli Usa sono state condannate a morte 350 persone che, in seguito, sono state riconosciute innocenti. Piccolo particolare: di queste persone, 25 erano già state giustiziate, mentre altre avevano già trascorso molti anni in prigione.
La pena di morte poi non serve a fermare chi sta per commettere un delitto, infatti gli assassini agiscono quasi tutti in momenti di particolare ira o panico, oppure sotto l’effetto di droghe o di alcool. In nessuno di questi casi si può pensare che un potenziale assassino si fermi a calcolare la pena cui va incontro.
Si potrebbe però pensare che la pena di morte faccia diminuire il numero di crimini, che funga cioè da deterrente, ma non è così. Infatti ho scoperto che, ad esempio, in Giappone, dove la pena capitale è prevista dalla legge, tra il novembre del 1989 ed il marzo del 1993, le esecuzioni vennero sospese perché i ministri della giustizia in quegli anni erano contrari e, durante la sospensione, il tasso di criminalità non aumentò ma, anzi, diminuì.
E inoltre la pena non dovrebbe servire al recupero del condannato, rendendolo migliore? Ma come può una persona migliorare se gli viene tolta la vita?
A mio parere lo Stato non può togliere la vita a nessuno, prima di tutto perché non è lui che l’ha data e quindi non ne è il proprietario, e secondariamente perché, così facendo, diventa anch’esso colpevole di omicidio.
Ivan Says:
6 Gennaio 2008 at 13:07.
Sono d’accordo con te Martina, l’approvazione recente della moratoria sulla pena capitale non è che un primo passo per cercare di abolirla definitivamente

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