5 Gennaio 2008
Il sasso di Cagno
Letto 545 volte - Inviato da lucio categoria: La nostra terra .
Reportage di un viaggio da incubo - Il sasso di Cagno (per Valmorea, sasso della Prea per quel di Cagno) è una formazione rocciosa protesa sul torrente Lanza, nota per la sua forma e per l’attrazione che suscita su aspiranti suicidi è raggiungibile da Cagno e da Valmorea attraverso sentieri che scendono a valle, rispettivamente, da Cagno, dietro la Chiesa di San Michele e, da Valmorea, da un sentiero che parte da via del Sasso. Deciso ad ammirare le bellezze naturali de luogo in cui vive, l’autore ha deciso di mettersi in viaggio: fattosi spiegare il percorso da seguire da amici più esperti ha tentato di raggiungere il famoso sasso. Il sentiero che parte da Caversaccio nasce in via del Sasso, sulla sinistra (arrivando dalla cava) a un certo punto si possono (potrebbero…) notare dei gradini di pietra, comodo sentiero per raggiungere la meta. In realtà, il primo tentativo di trovare questo sentiero si è tramutato in una specie di quete del graal con me, con cane al seguito, che percorrevo su e giù la via cercando qualche indizio di dove fosse codesto sentiero. Nulla da fare. Tornato una seconda volta, armato di una tenacia incrollabile e senza cane, decido di tentare la via, come si diceva una volta, alla garibaldina (ovvero alla spera in Dio) e, a mio rischio e pericolo, scendo da quello che può sembrare un sentiero ma è solo un burrone. Raggiungo il fiume lanza. Sorvolando sugli sbagli di direzione, sul terreno gelato e sui tentativi di arrampicarmi attraverso quella che è ormai una discarica abusiva, alla fine raggiungo il sasso di Cagno. L’ambiente è ormai snaturato: lo si riconosce quasi a fatica, semicancellato dall’imboschimento e dagli alberi che sono cresciuti anche in quella che, una volta, era un bello spiazzo libero. Ritrovato il sasso trovo anche il sentiero che sale per Caversaccio, salgo sui per i gradini, lottando con dei rami spinosi, e giungo ad un punto in cui è impossibile andare avanti: il sentiero è totalmente rimboschito. Scendo, varco il Lanza saltando da un sasso all’altro (ovviamente non c’è nulla che possa ricordare un ponte) e mi trovo costretto a risalire per Cagno. Qui il sentiero è molto più agevole, non è soggetto a rimboschimento (crescono solo alti fusti, dalla parte di Caversaccio invece è pieno di piccolo alberelli spinosi) e, persino, ci sono dei cartelli. Sorvolando sul giro a piedi che mi sono dovuto fare vorrei portare l’attenzione sullo stato di abbandono di questo sentiero, ma non solo questo: anche quello che va a Rodero, o quello dell’acquedotto sono messi solo un pochino meglio. Nel mio viaggio ho trovato:
-Totale mancanza di cartellonistica (che potrebbe risultare utile a un viaggiatore occasionale)
-Totale abbandono dei sentieri, lasciati alla natura selvaggia.
-Rifiuti in abbondanza.
Forse, dico io, la nostra terra andrebbe trattata un po’ meglio. Certo capisco, però, che la zona del sasso di Cagno non è edificabile (oddio, lo spero almeno…) dunque non interessa a nessuno.
Articoli e pagine correlate: Ancora sul Sasso di Cagno, Aperitivo Culturale a Cagno, Cagno: ascolta l’intervista del sindaco a Radio Due,13 Comments so far...
Francesca Says:
5 Gennaio 2008 at 23:07.
Molto bello il tuo articolo, Lucio.. In effetti questo è un problema a cui pensavo anch’io già da parecchio. A dire la verità, nonostante io viva a Cagno da quando sono nata, confesso che non sono mai stata al sasso della Prea, anche se è di proprietà di mia zia.. Però conosco la zona e lo stato di abbandono in cui versa. E’ vero che il sentiero di Cagno è messo abbastanza bene, però tieni presente che quando è stato fatto era largo il doppio.
E questo problema non riguarda solo la zona del Lanza ma anche le altre zone di verde (penso ad esempio al sentiero che passa vicino a casa mia e che dovrebbe ricongiungersi al percorso vita di Solbiate ma che ora come ora è praticamente impraticabile).
In passato sono stati realizzati alcuni interventi, ma il fatto è che poi è difficile mantenerli e gli eventi sporadici che vengono organizzati (ad esempio la giornata del verde pulito) non sono di certo sufficienti.
Penso che questo patrimonio debba essere maggiormente valorizzato, o almeno tenuto in buono stato. Perciò sarebbe utile far presente questo problema alle amministrazioni comunali competenti.
Ivan Says:
6 Gennaio 2008 at 12:53.
In generale mi sento di dire che oltreconfine i sentieri sono ben segnalati e soprattutto ben tenuti, sono convinto che se si iniziasse a segnalare bene i sentieri questi sarebbero frequentati e quindi molto meglio percorribili di quanto non lo siano adesso. Adottare una nuova segnaletica e rendere i sentieri percorribili non mi sembra un impegno o una spesa folle per i nostri comuni, anzi sarebbe un modo per poter lanciare delle “giornate nel verde” alla scoperta dei tesori nascosti nelle nostre zone.
A proposito del Sasso della Prea mi sapete dire qualcosa di più preciso? Ci sono dei racconti o delle leggende in merito? Mi ha alquanto incuriosito…
lucio Says:
6 Gennaio 2008 at 13:23.
Bisogna considerare due aspetti, penso, ovvero la gestione e la proprietà. Il primo lo riporto con un esempio: il campo da calcio di fianco a casa mia era in uno stato di semi abbandono finché non è stato preso in gestione da un gruppo (ora non mi ricordo il nome) ed ora, almeno, ha l’erba tagliata regolarmente, le reti e, persino, un piccolo bar per quando ci fanno partite “serie” Ecco, secondo me anche per i sentieri andrebbe fatta la stessa cosa: un gruppo di volenterosi che, col sostegno delle autorità, si preoccupino di pulire a mantenere agibili i sentieri. Aggiungendo che sono d’accordo con quanto dice Ivan: se fossero più segnalati sarebbero più frequentati, dunque più agibili.
Poi c’è il secondo aspetto, ovvero la proprietà: non tutte quelle terre sono di proprietà comunali, alcuni appezzamenti sono privati e, quindi, incontrollabili da parte “terza” bisognerebbe che il comune decidesse di riscattarne la proprietà.
Per quanto riguarda leggende e simili io non so nulla, a parte che dal sasso la gente tende a buttarcisi giù…
Matteo Says:
6 Gennaio 2008 at 18:51.
Sulla stessa problematica sollevata da Lucio era presente un articolo sull’ultimo bollettino comunale di Valmorea. In effetti non si tratta di interventi che richiedono un grande investimento e può essere effettuato da volontari sotto la supervisione delle amministrazioni comunali. Si potrebbe scrivere una lettera ai sindaci di Valmorea e Cagno per sollecitare un intervento.
Che io sappia non ci sono leggende sul sasso di Cagno (o meglio sas da Cagn) ma si può sempre fare qualche ricerca.
A Valmorea ad esempio la Protezione Civile comunale ha recentemente restaurato il lavatoio di Casanova Lanza riqualificando l’intera area che ora può essere usata come punto di partenza per brevi escursioni.
Per quanto riguarda il problema più ampio della valorizzazione della Valle del Lanza è in corso di realizzazione un progetto nell’ambito del programma europeo Interreg III A(capofila per l’Italia è Valmorea) ed è stata realizzata recentemente una guida turistico-paesaggistica con gli intinerari alla scoperta del Contado del Seprio. Nel progetto è prevista anche la segnalazione dei sentieri. Inoltre anche il PLIS della Valle del Lanza è attivo nella valorizzazione del territorio.
Alessandro Picchi Says:
8 Gennaio 2008 at 17:52.
Un’idea per valorizzare i sentieri della vostra zona potrebbe essere quella di creare un’associazione ad hoc che operi sulla falsariga della Pro Valmulini di Ronago. Sono stati raggiunti buoni risultati e sono in cantiere iniziative meritevoli. Se interessati vi posso fornire tutto il materiale del caso o farvi parlare direttamente con il presidente, il signor Alberio Guerrino (o Guerino?). Fatemi sapere.
lucio Says:
9 Gennaio 2008 at 12:47.
In effetti bisognerebbe pensare anche a qualcosa del genere. Anche per dare una nuova sistemazione ai sentieri: stavo pensando che il Sasso di Cagno andrebbe collegato col sentiero che arriva dalla stazione di Rodero (e che a sua volta si congiunge con quello che passa dall’acquedotto di Valmorea, dove c’era la fonte del pisacc, scusate la grafia) per creare una “rete” di sentieri che valorizzi l’intera valle.
matusalemme Says:
11 Gennaio 2008 at 17:48.
Oh… “confesso che non sono mai stata al sasso della Prea, anche se è di proprietà di mia zia…”!
La nostra Presidente è decisamente benestante (e un po’ snob). Una ragazza da sposare.
PS. Io, ahimè, sono nato a Ronago.
fabrizio Says:
5 Aprile 2008 at 21:54.
ciao Ragazzi, tre sole annotazioni:
1 _ prima di ripristinare il sentiero che porta al sasso di Cagno ( da Valmorea dovrebbe correre lungo il fondovalle mentre da Cagno scende da quella che oggi è la sede degli alpini) si dovrebbe sistemare l’annosa questione dell’impianto di depurazione che ha ridotto il torrente renone simile ad una fogna - io la gente la porto a visitare dei luoghi interessanti naturalisticamente ma non degradati come oggi.
2 - il parco del Lanza sta iniziando segnalare una prima maglia di sentieri che tagliano da nord a sud il territorio che va da Malnate a Bizzarone. Oggi si sono concluse le operazioni di posa del sentiero del quadronna a Malnate e sono già arrivati i segnali che ci condurranno da Malnate a Bizzarone passando anche per la “Strecia” ( ora via Comolli) ovvero all’intersezione con il sentiero che conduce al sasso di cagno. Sempre il parco sta lavorando con le scuole medie di Uggiate trevano per la srealizzazione di un sentiero didattico che unirà il parco del Lanza con il parco sorgenti del Lura. ( il sentiero l’abbiamo già individuato lo scorso novembre ed è OK) .
verrà segnalato il percorso permanente della granfondo dei longobardi ( percorso per mtb) entro giugno - il piano di posa si è apena rilevato.
3 - se volete maggiori informazioni anche del sentiero interreg, del sentiero confinale ( principale sentiero del CAI) che taglia in parco a Valmorea - Bizzarone , chiamatemi pure al 031 806155 o via mail al seguente indirizzo parcovallelanza@yahoo.it
lucio Says:
9 Aprile 2008 at 16:02.
Riguardo al depuratore potete darmi più informazioni? Io ne sento parlare molto spesso, ma non ho mai capito bene quali fossero le cause del problema, né quali fossero i motivi per cui non è ancora stato risolto.
Carlo Says:
9 Maggio 2008 at 20:56.
Il problema dovrebbe essere causato dal comune di albiolo che ha allacciato 100 famiglie in più che il depuratore non riesce a sostenere.
Mi è capitato spesso di vedere opere di manutenzione, però in tutti questi anni la situazione non è cambiata…
Parlo per sentito dire quindi non sono sicuro dell’informazione.
fabrizio Says:
17 Maggio 2008 at 17:52.
Pare che qualche cosa si stia muovendo.
i comuni sono consapevoli che un aumento della popolazione indotto dall’autorizzazione per nuove costruzioni senza preoccuparsi del ciclo completo delle acque è follia ( dal prelievo alla depurazione)
Probabilmente metteremo come parco in campo anche i finanziamenti che potrebbero pervenire prossimamente per contribuire , realizzando ad es. un impianto di fitodepurazione di raffinamento delle acque che fuoriescono dal depur, al miglioramento delle acque del renone e di conseguenza del Lanza. Le cause dell’attuale degrado sono di varia natura e non dovute totalmente al conferimento dei reflui provenienti dalla parte di Albiolo che prospetta la valle del lura e che prima venivano trattati da un piccolo impianto ubicato ad Albiolo ora non più in funzione.
Davide Says:
28 Maggio 2008 at 16:12.
Per tutti coloro che vogliono conoscerci o darci una mano vi invitiamo ad un Tributo a De Andrè
Domenica 1 Giugno In palestra ad Uggiate Trevano ( dove potrete vedere una splendida mostra inagurata il giorno prima )
Dalle 19.00 Salamelle, vino , birra
Ore 21.00 Concerto
mi raccomando fate girare la voce !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Eugenio Says:
23 Giugno 2008 at 21:29.
Confermo l’esperienza da incubo che è stato il tentativo di tornare a vedere il sasso di Cagno. Io e la mia ragazza abbiamo provato a raggiungerlo ieri pomeriggio, partendo dalla sede degli Alpini di Cagno: dopo aver lottato contro rovi e zanzare (immagino che a gennaio il sentiero fosse più percorribile, ma adesso in alcuni punti è praticamente sparito), abbiamo raggiunto il fondovalle. Niente a che vedere col posto che ero solito visitare circa 10 anni fa: la vegetazione ha coperto quasi interamente il sasso ed è molto difficile raggiungere il torrente per attraversarlo (infatti non ci abbiamo neanche provato).
Che tristezza. Anni fa ci andavo e tornavo senza problemi anche d’estate ed era veramente un posto piacevole. C’era addirittura un sentierino che permetteva di raggiungere la cima del sasso, con tanto di gradini più o meno naturali scavati nella roccia che ti permettevano di superare l’ultimo metro e mezzo senza difficoltà. Ora che ci penso, i sentieri erano due infatti salivo sulla destra del sasso e poi scendevo dal lato sinistro.
C’è da dire che anni fa non c’era bisogno di mettersi apposta d’impegno per tenere decentemente un pezzo di bosco: la gente frequentava molto più regolarmente i boschi, noi da ragazzini ci andavamo di continuo sia a piedi sia in bicicletta, per giocare, per raggiungere gli amici o anche solo per farci un giro… i sentieri restavano percorribili anche senza cartelli o interventi ad hoc.
Ma basta con la nostalgia ![]()
Se qualcuno vuol provare a ridare dignità al Sass da la Prea (luoghi speciali come questo danno molto più di quel che si pensi a chi ci vive vicino) vengo volentieri a dare una mano, anche se non vivo più da quelle parti.
P.S. se riesco a recuperare qualche vecchia foto vedo di documentare l’involuzione del sasso sul mio blog (ma datemi almeno un settimana per recuperare il materiale)

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