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Perché fare una recensione di un libro già recensito da, probabilmente, altri migliaia di recensori? Tralasciando possibili citazioni e pedisseque ripetizioni, semplicemente perchè ci son libri che hanno molto da dire e, realisticamente, libri che non hanno nulla da dire. Il Deserto dei Tartari di Dino Buzzati appartiene, ma già si capisce, alle prima categoria. La trama in breve: un giovane soldato viene mandato in una lontana fortezza, deve vigilare il deserto. In un tempo lontano, mitico forse, la fortezza era una parte importante della difesa del paese. quando Drogo la raggiunge tuttavia è un posto surreale, popolato da soldati desiderosi di andarsene oppure ossessivamente legati all’idea di dover attendere fino all’arrivo dei nemici, arrivo che viene dato per certo proprio per giustificare un’attesa che, altrimenti, sarebbe detta inutile. A poco a poco anche Drogo viene attirato in questa spirale, in questa ragnatela di pensieri ed emozioni, questa attesa per un nemico che, forse, non arriverà mai e, a poco a poco, Drogo dimentica affetti famigliari, amicizie, promesse di matrimonio. Forse una grande metafora della vita che scorre, spesso sentiamo Drogo dire: “ho solo vent’anni” “sono molto giovani, posso aspettare…” e frasi che sentiamo molto spesso in bocca a giovani ragazzi, frasi assolutamente normali ma che in Drogo (e in molti ragazzi) hanno qualcosa di strano, di inquietante, come fossero un campanello d’allarme di quello che accadrà nel libro (nella vita?) di come, pensando di avere tutta la vita davanti, Drogo la sprecherà nella vana attesa della gloria e anche la vita militare ha il suo significato: il dipanarsi del tempo fra rituali precisi, nella monotonia della ripetizione, nel solito tran tran di svegliarsi, vestirsi, fare la guardia sottomessi a una rigida legge che, terribilmente, porterà un soldato a sparare a un suo stesso commilitone, è un po’ come la vita moderna, alienante. Ma il Deserto dei Tartari non è solo un lento scorrere della vita verso il nulla: il fine esiste: il nemico da combattere, il nemico tanto atteso, compare; Drogo tuttavia ha atteso lo stesso per nulla. La sua fine è quasi paradossale, ironica: ammalatosi verrà mandato via dalla fortezza per far posto alle truppe di rinforzo che stanno affluendo verso l’avamposto militare. Fine, anche questa, molto significativa.
Posted 2 years, 1 month ago at 12:04. 3 comments
“Fra il forte e il debole è la libertà che opprime ed è la legge che libera.”
M. Onida, Secretary General of the Alpine Convention
Final Conference Transport across the Alps
Innsbruck, Austria, January 2008
Posted 2 years, 1 month ago at 13:49. Add a comment
L’Assessorato alla Cultura di Albiolo con la collaborazione
della Biblioteca Comunale e della rivista di attualità e cultura Dialogo
presenta: Giroviaggiando, esperienze, parole e immagini dal mondo
INCONTRI CON IL VIAGGIATORE: TIBET
venerdì 8 febbraio presso il centro Civico di Albiolo ore 21:00
Ingresso libero
A cura di: Marco Vasta e Stefano Pensotti – proiezione filmato + presentazione libro “TIBET VIAGGIATORI NELL’ORIENTE IGNOTO”
Posted 2 years, 1 month ago at 13:15. Add a comment
A tutti voi, l’invito a partecipare alla serata dedicata ad una pièce teatrale con
SILVIO RAFFO e il suo gruppo di giovani attori-studenti:
“Delitti esemplari”
dall’omonima opera di Max Aub con contaminazioni di Silvio RAFFO
Auditorium del Medioevo ad Olgiate Comasco
Giovedi’ 31 gennaio 2008 – ore 21.00 – Ingresso libero -
Posted 2 years, 1 month ago at 20:34. Add a comment
“Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.” (dal Corriere della sera, 8 maggio 1974).
Posted 2 years, 1 month ago at 01:00. Add a comment
L’associazione culturale “La fucina” organizza per venerdì 25 gennaio p.v. alle ore 21 una serata dedicata al ricordo della Shoah.
L’incontro è aperto a tutti e si terrà ad Uggiate Trevano presso la sala della Cooperativa sopra la biblioteca (edificio La meridiana).
Il tema della serata sarà l’importanza della memoria e verrà sviluppato attraverso testimonianze, immagini, musica, filmati e poesie.
Posted 2 years, 1 month ago at 20:06. 7 comments
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Posted 2 years, 1 month ago at 13:17. 7 comments
In occasione della
GIORNATA DELLA MEMORIA
A.N.P.I. Sezione Seprio
e
Comune di Carbonate (CO)
Organizzano la manifestazione commemorativa
Dalla Memoria all’attualità
Sabato 26 gennaio 2008
ore 21,00
Biblioteca Comunale
Piazza S. Maria Assunta, 5/7
Carbonate (CO)
Compagnia PERCORSI TEATRALI di Mozzate in
LA COLPA DI
ESSERE NATI
in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico
e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti
basato sulle testimonianze di Goti Bauer, Liliana Segre, Giuliana Tedeschi
sopravvissute ai campi di sterminio nazisti
con
Luigi Farioli
Carla Mantegna
Cristina Gambino
elaborazione del testo e regia di
Luigi Farioli
Di seguito interverranno
Arianna Zorzi
e
Federico Colombo
dell’Associazione Studi Storici Tradatesi
In contemporanea mostra fotografica: Sterminio in Europa tra due guerre mondiali
Posted 2 years, 1 month ago at 13:07. Add a comment
Premessa: tempo fa ho acquistato un decoder del digitale terrestre una tecnologia che avrebbe dovuto rivoluzionare la televisione rendendola digitale, multicanale, interattiva ma soprattutto avrebbe aperto le porte ad una pluralità di nuovi soggetti televisivi scardinando il duopolio Rai-Mediaset.
12 Gennaio 2008
Decido di aggiornare i canali del decoder e con somma gioia vedo che la scansione ha esito positivo e nuovi canali vengono trovati. Già immagino di poter finalmente vedere con qualità digitale le emittenti televisive locali ma ben presto mi devo ricredere. Dei nuovi canali in chiaro non vi è traccia, anzi pure Italia 1 e Rete 4 sono improvvisamente spariti ed al loro posto mi trovo tutta una nuova serie di Pay TV targate Mediaset. Incuriosito faccio una ricerca nel web e scopro che dall’8 di gennaio sono state modificate le frequenze di trasmissione e presto verranno attivati i nuovi canali Premium Mediaset.
Vengo inoltre a conoscenza che le tv generaliste come Italia 1, Rete 4 e Canale 5 sono state spostate su un’altra frequenza multiplex, notoriamente con una copertura di segnale più penalizzante rispetto alle precedenti frequenze. In altri termini si è voluta dare una corsia preferenziale ai canali a pagamento rispetto a quelli in chiaro.
Non contento continuo le mie ricerche sino a quando leggo l’elenco aggiornato dei canali del biscione captabili dai nostri decoder:
Premium Menu
Premium Attivazione
Premium Calcio 1
Premium Calcio 2
Premium Calcio 3
Premium Calcio 4
Premium Calcio 5
Premium Calcio 6
Premium Calcio 7
Premium Extra 1
Premium Extra 2
Premium Gallery 1
Premium Gallery 2
Premium Gallery 3
Premium Gallery 4
Premium Gallery 5
Premium Gallery 6
Mediashopping
Rete 4
Canale 5
Italia 1
Iris
Bis (in attivazione nei prossimi mesi)
Finalmente capisco cosa volevano dire quando affermavano che la nuova tecnologia avrebbe scardinato il duopolio televisivo…
Ah dimenticavo, i decoder erano venduti con il contributo statale, quindi non solo dobbiamo pagare per vedere i programmi in tv, ma la collettività ha contribuito per avere un decoder che ci consente di pagare per guardare la televisione… Geniale!
Posted 2 years, 1 month ago at 20:08. Add a comment
La logica riempie il mondo; i limiti del mondo sono anche i suoi limiti. Non possiamo dunque dire nella logica: Questo e quest’altro v’è nel mondo, quello no. Ciò parrebbe infatti presupporre che noi escludiamo certe possibilità, e questo non può essere, poiché altrimenti la logica dovrebbe trascendere i limiti del mondo; solo cosí potrebbe considerare questi limiti anche dall’altro lato. Ciò, che non possiamo pensare, non possiamo pensare; né dunque possiamo dire ciò che non possiamo pensare.
Ludwig Wittgenstein
Posted 2 years, 1 month ago at 11:26. Add a comment