11 Dicembre 2007
La Turchia contro l’Inter: maglia razzista
Letto 282 volte - Inviato da lucio categoria: Articoli e riflessioni .
ROMA - La maglia dell’Inter finisce sotto accusa. Non la tradizionale casacca a strisce nere e blu, ma quella bianca con la croce rossa sul davanti, adottata in occasione del centenario della società. E che si ispira il simbolo della città di Milano. A sentirsi offeso da quello che definisce “un attentato all’Islam” è un avvocato turco, Barsia Kaska, che ha chiesto alla Uefa di multare la società di Moratti che ha indossato la maglia biancorossa in occasione della partita di Champions contro il Fenerbahce a San Siro lo scorso 27 novembre. “Ricorda il simbolo dei Templari” tuona Kaska.
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Riprendo questa notizia non tanto per interesse sportivo ma, piuttosto, per parlare della Turchia nella UE: in molti per negare che la Turchia avesse diritto a essere un paese Ue hanno agitato una, presunta o reale, differenza di cultura. Ora lancio la provocazione: e se avessero ragione? Se il simbolo della città di Milano per i Turchi è un simbolo razzista non vedo più cosa abbiamo a che spartire con loro.
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Ivan Says:
11 Dicembre 2007 at 20:58.
mah, credo e voglio sperare che sia una iniziativa di un singolo (che a mio modesto parere lascia pure il tempo che trova)… del resto la Turchia è segnata, agli europei si troverà a giocare contro i rossocrociati svizzeri… ![]()
Moreno B. Says:
12 Dicembre 2007 at 10:20.
Molto interessante questo articolo perché ci da’ modo di parlare di un tema che mi sta molto a cuore: UE, cultura e religione.
Dal mio punto di vista siamo di fronte a due strade: o considerare i non “europei” e “non cristiani” come completamente estranei alla nostra cultura oppure tentare un approccio pluralista che consideri anche la Turchia come facente parte dell’Europa e come potenziale soggetto di dialogo con il mondo musulmano.
La prima strada mi pare un po’ ridicola, considerando il fatto che ormai l’Europa è un territorio dove il cristianesimo, che pure ha dato un fondamentale contributo alla formazione di una cultura europea, è ormai in minoranza nei confronti di una visione della vita non religiosa. Il secondo approccio sembra più razionale ma le differenze di cultura ci sono e sono certamente grandi.
A noi la scelta…Ma come mi piace ricordare sempre lo Stato dei Cavalieri di Malta, che difese per secoli l’Europa da una invasione turca, non cadde per colpa dei musulmani ma per opera di un attacco proveniente dalla Francia, dal cuore dell’Europa. In parole povere i rischi per la nostra cultura più che dal di fuori a mio avviso vengono dallo sgretolarsi dei nostri valori.
r.ermanno Says:
12 Dicembre 2007 at 22:34.
I giornali non sanno più che scrivere e una notizia che non meriterebbe nemmeno di essere pubblicata - dai, è una stronzata colossale quella dell’avvocato turco…- finisce in prima pagina nell’edizione on-line. bah…

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