8 Dicembre 2007
“Populismo e controllo totale dei media”
Letto 206 volte - Inviato da Francesca categoria: La fucina letteraria .
di DEBORAH SOLOMON
L’allarme di Umberto Eco: dal futurismo e dal fascismo in poi l’Italia è sempre stata un laboratorio
SEBBENE la sua notorietà sia dovuta soprattuto al giallo letterario “Il nome della Rosa”, lei è anche un prolifico commentatore in campo politico. Nei suoi saggi, recentemente raccolti sotto il titolo “A passo di gambero”, ha lanciato l’allarme contro il pericolo di un “populismo mediatico”. Come definirebbe questo termine?
“Il populismo mediatico consiste nel rivolgersi direttamente al popolo attraverso i media. Un politico che ha in mano i media può orientare il corso della politica al di fuori del Parlamento, e persino eliminare la mediazione parlamentare”.
Il suo libro è in buona parte un attacco a Silvio Berlusconi, l’ex primo ministro italiano che ha usato il suo impero mediatico per i propri fini politici.
“Dal 1994 al 1995 e dal 2001 al 2006 Berlusconi è stato al tempo stesso l’uomo più ricco d’Italia, il presidente del Consiglio e il proprietario di tre reti televisive, avendo inoltre sotto il suo controllo le tre emittenti di Stato. È un fenomeno che potrebbe accadere, e forse è già in atto in altri Paesi, in base allo stesso meccanismo”.
Leggi l’intervista completa su Repubblica.it
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lucio Says:
8 Dicembre 2007 at 18:17.
Mi sembra una forzatura sul piano storico, anzi una doppia forzatura: prima di tutto considera fascismo, franchsimo (che proprio centra come i cavoli a merenda) e nazismo come sistemi simili; non pago di questo considera il fascismo come ideologicamente strutturato mentre, in realtà, il fascismo era, a livello di pensiero, un blob. E’ anche difficile considerare il nazismo come derivato dal fascismo: le somiglianze sono molto vaghe e si limitano all’odio per il comunismo, ad una forma di utopia rurale (anche se molto diverse tra loro) e successivamente al razzismo.
Concordo però sul pericolo del potere mediatico che, tuttavia, è una faccenda vecchia (e risale appunto al fascismo e all’epoca dei totalitarismi) e, del resto, la televisione è uno strumento infinitamente inferiore alla radio da questo punto di vista (ma non a internet)
Ivan Says:
8 Dicembre 2007 at 20:35.
@Lucio: non ho ben capito, secondo te il potere mediatico della radio è superiore a quello della TV?
lucio Says:
10 Dicembre 2007 at 21:29.
be’ sì, pensa se sotto al fascismo le adunate di piazza avessero avuto i maxischermi al posto dei megafoni della radio, chi avrebbe mai preso sul serio mussolini? la radio deresponsabilizza, da un carattere astratto a chi parla, mentre la tv te lo mostra, certo truccato e tutto ma comunque lo mostra mentre parla, mentre si muove sulla sedia, mentre si inner4vosisce, magari anche mentre suda… etc…
Ivan Says:
11 Dicembre 2007 at 13:13.
mah, io credo che la televisione abbia un potere mediatico molto superiore rispetto alla radio, il potere delle immagini non lo sottovaluterei così tanto.
Se poi uno è impacciato in radio può mascherarlo più facilmente senza ombra di dubbio…
r.ermanno Says:
12 Dicembre 2007 at 22:08.
rispondendo a U. Eco: tutti i paesi, ad un certo punto della loro storia, vengono considerati “un laboratorio” politico di qualcosa liberale, progressista, reazionario che sia:
Spagna-Zapatero e la nuova sinistra
Francia- Sarkozy e la nuova destra
UK-Blair e la terza via
USA-Bush e la politica teocon
ecc…

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