8 Dicembre 2007
Il Welfare ed il Protocollo del 23 luglio 2007
Letto 170 volte - Inviato da Ivan categoria: Politica e dintorni .
Entrato da qualche anno nell’uso comune della lingua italiana il termine “welfare” significa letteralmente “stato di benessere”. Una traduzione italiana più accurata potrebbe essere quella di Stato Sociale, ma cos’è e a cosa serve in parole povere il Welfare? Esso mira a garantire ai cittadini una serie di servizi e diritti ritenuti essenziali quali l’assistenza sanitaria, la pensione di invalidità o di vecchiaia, l’istruzione, musei, biblioteche, sussidi familiari etc…
La sua funzione è quindi quella di eliminare il più possibile le disparità sociali ed economiche garantendo un livello economico e tenore di vita accettabile, aiutando soprattutto i ceti meno abbienti.
Il recente disegno di legge approvato alla camera contiene norme di attuazione del protocollo del 23 luglio 2007 che è stato approvato con oltre l’81% di SI nel referendum ed ha visto votare più di cinque milioni di lavoratori e pensionati l’8-10 ottobre scorso. Tale protocollo contiene importanti norme su previdenza, lavoro, previdenza sociale e competitività…
Quali sono i contenuti salienti dell’accordo?
- Sistema previdenziale - maggiore gradualità nell’accesso alla pensione e abolizione dello scalone, ripristino delle 4 finestre di uscita per le pensioni di anzianità con 40 anni di contributi, nuova disciplina per i soggetti che svolgono lavori usuranti, riordino e razionalizzazione degli enti previdenziali per ridurne i costi di gestione.
- Ammortizzatori sociali - nuovi interventi a sostegno del reddito dei disoccupati attraverso l’estensione e l’aumento degli importi delle indennità, misure volte a favorire il reinserimento lavorativo.
- Mercato del lavoro - politiche attive per il lavoro più efficaci attraverso: interventi sui servizi per l’impiego, incentivi all’occupazione, misure per un corretto utilizzo dell’apprendistato con una disciplina uniforme sul territorio nazionale.
- Lotta alla precarietà - introduzione di limiti e clausole per il rinnovo dei contratti a tempo determinato (divieto di rinnovo oltre i 36 mesi e diritto di precedenza in caso di assunzione per un’attività svolta oltre i 6 mesi) al fine di evitarne un uso distorto e nello stesso tempo favorire la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, modifiche per la disciplina dei contratti a tempo parziale.
- Giovani generazioni - nuove risorse per lo svolgimento di attività innovative ed imprenditoriali, per consentire l’accesso al credito per chi ha meno di 25 anni (29 se laureati), per sostenere i compensi durante lo svolgimento di attività lavorative intermittenti. Stanziati 24 milioni di € in 3 anni a sostegno dei compensi dei giovani ricercatori universitari titolari di assegni e contratti di ricerca, introdotta la possibilità di cumulare periodi assicurativi riferibili a differenti gestioni pensionistiche (c.d. totalizzazione) e di riscattare la laurea ai fini previdenziali.
- Occupazione femminile - interventi sui regimi di orari flessibili e sui contratti a tempo parziale al fine di conciliare tempi di vita familiare e tempi lavorativi, sostegno ai servizi per l’infanzia e per anziani non autosufficienti, azioni tese a favorire lo sviluppo di attività imprenditoriali.
- Inserimento lavorativo dei disabili - convenzioni d’inserimento lavorativo ed incentivi ai datori di lavoro per dare impulso all’occupazione delle persone disabili.
- Competitività - istituito un Fondo di circa 2 miliardi di € per il triennio 2008-2009 a favore di aziende e lavoratori che comporterà un miglioramento dei trattamenti pensionistici, attraverso i premi di produttività, e la concessione di uno sgravio contributivo per la medesima quota di retribuzione. Riduzione dei costi per le imprese che ricorrono a prestazioni straordinarie di lavoro.

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